Giovani a Cremona, il 21% non studia né lavora

I giovani tra i 15 e i 29 anni, a Cremona, sono circa 9.800: tra loro, uno su cinque, il 21%, non studia e non lavora e nemmeno frequenta corsi di formazione. Hanno abbandonato gli studi e non hanno trovato un impiego, quale che sia il motivo. Nel calcolo rientrano anche i cosiddetti scoraggiati, che non sono alla ricerca di un lavoro. Si tratta di quasi duemila giovani il cui avvenire è dunque del tutto incerto, attualmente al di fuori da qualunque percorso professionale. neet

Un dramma, perché non risulta alcun legame fra questi giovani, le istituzioni e il mercato del lavoro: un’intera generazione che pare dimenticata e ad oggi senza opportunità, perché ha rinunciato a cercarle o comunque non le ha trovate. Il dato emerge da un’indagine statistica della Camera di commercio di Varese, che riguarda l’intera Lombardia, e che vede Cremona al quarto posto regionale nella graduatoria sulla situazione occupazionale dei giovani. La media lombardia dei giovani cosiddetti Neet è del 18%, ma a Cremona l’indice è del 21%, peggiore soltanto rispetto a Como (24%), Varese (21.4) e Bergamo (21). A Cremona il dato non può stupire, dato che già nel 2013, risultava una disoccupazione giovanile del 23,6%, compresi gli scoraggiati. L’indice appare quindi scendere di poco, rimanendo però molto elevato. Infatti nel 2007, prima dell’esplosione della crisi economica, il dato generale della disoccupazione era del 4%, che saliva al 7.7% nella stessa fascia d’età fra i 15 e i 29 anni. Nel 2013 i disoccupati erano più che raddoppiati, fino ad arrivare all’8.8%, mentre fra i giovani risultavano triplicati. L’effetto della crisi, a Cremona, è un’esclusione sociale elevata, che si accompagna al dato elevato della disoccupazione degli over 45 in tutta la provincia. Il numero degli iscritti al Centro per l’impiego di Cremona, aperto per tutti i residenti del distretto e per tutte le età, aumenta dal 2004, ed è cresciuto da 11.400 a 13.100 fra 2012 e 2013. Gli iscritti non attivi risultano ormai più di 4mila: ulteriore segno della difficoltà di dare risposte attraverso le istituzioni. E i contratti di lavoro diventano più precari. In due anni, fra 2011 e 2013, sono stati registrati 700 contratti a tempo indeterminato in meno, scesi da 3.100 a 2.400 nel distretto di Cremona; cento in più i contratti a tempo determinato.

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