Protocolli antimafia, rispuntano le proposte di Schifano e Coti Zelati a Cremona e Crema

Fra le spine del centrosinistra cremonese sta per rispuntare anche la qualità dell’antimafia, malgrado una serie di progetti nelle scuole sostenute dall’assessorato alla trasparenza di Rosita Viola, di Sel. Da tre anni ormai giace nel dimenticatoio, dal quale dovrebbe riemergere a settembre, l’ordine del giorno con il quale Giancarlo Schifano chiedeva all’ex sindaco Oreste Perri di impegnare il Comune ad attivare un protocollo con la Procura, la Prefettura e le forze dell’ordine, con l’obiettivo di garantire massima trasparenza nelle attività economiche, a partire dagli appalti pubblici. In particolare il consigliere già dell’Italia dei Valori chiede da anni che in caso di subappalto il Comune riceva tutte le informazioni necessarie a identificare i subentranti e le loro attività, per evitare la criminalità organizzata metta ancor più Cremona e circondario nel mirino, dopo diversi diverse inchieste e arresti. Lo stesso Perri aveva manifestato la volontà di far approvare la richiesta di Schifano: le divisioni del centrodestra gli avevano però impedito di raggiungere il risultato. Tenere alta l’allerta dovrebbe servire a rafforzare la prevenzione contro le infiltrazioni, ad esempio, dei prestanome, dotando l’amministrazione di maggiori strumenti di contrasto anche all’usura. Il Comune dunque non potrebbe sostenere di non sapere chi e come lavora per la pubblica amministrazione. Ma il consiglio comunale è oberato da una serie sterminata di un centinaio di interrogazioni, mozioni e ordini del giorno, sia delle minoranze che della maggioranza. A settembre la presidentessa del consiglio Simona Pasquali si ritroverà l’ennesima ripresa dell’iniziativa di Schifano, che è stata discussa in forme diverse anche in altri Comuni. A Crema Sel, lo stesso partito di Rosita Viola, a propria volta chiede da un anno mediante Emanuele Coti Zelati l’approvazione di un protocollo antimafia. La maggioranza guidata dal Pd di Stefania Bonaldi ha rilevato il bisogno di armonizzare la richiesta con i regolamenti esistenti e di garantire prima l’autonomia dell’ospedale, che però è appena stata ufficializzata dalla Regione. E il sindaco Stefania Bonaldi stamattina ha parlato con il segretario municipale del protocollo proposto da Coti Zelati, che prevede massima trasparenza sugli appalti e gli incarichi: ogni attività economica che faccia riferimento al Comune dovrà dichiarare chi lavora, quando, dove e con quali attività documentate, senza alcun punto di domanda aperto. A Sergnano invece il Movimento 3.0 si è sentito rispondere di no dalla maggioranza guidata dal sindaco Gianluigi Bernardi, nel penultimo consiglio comunale: il protocollo che scopre tutti i documenti delle imprese che lavorano sul territorio comunale, ispirato alla lodigiana Merlino, è stato considerato di fatto inutile.

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