Arvedi in attivo, in rosso il bilancio 2014 di Tv1 e del settimanale Mondo Padano

E’ stato reso disponibile da poco il bilancio 2014 della società Arvedi Steel Engineering, che chiude con un utile di 9 milioni e 800mila euro, in crescita rispetto all’utile 2013, di due milioni e 11mila euro, per quel che riguarda il conto economico. L’andamento positivo dipende dalle entrate realizzate nell’esercizio 2014 grazie alla vendita di tecnologia Esp in Cina. Si tratta della cessione dei brevetti, che infatti vengono utilizzati dalla siderurgia cinese.

L'acciaieria Arvedi in http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/Arvedi_spinadesco.PNG
L’acciaieria Arvedi http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/Arvedi_spinadesco.PNG

La scelta di vendere ha consentito di rafforzare i ricavi della società che ha sede a Cremona in piazza Lodi 7, il cui presidente è il cavaliere del lavoro Giovanni Arvedi, noto industriale dell’acciaio. La disponibilità del bilancio 2014 permette di verificare anche l’andamento delle società controllate dall’Arvedi Steel Engineering, fra le quali la squadra di calcio Cremonese, che l’anno scorso ha perso due milioni e 218mila euro, peggiorando l’andamento negativo del 2013, chiuso a meno un milione e 569mila euro. Anno sfortunato anche per le attività editoriali. La televisione locale Studio Tv1 News, partecipata al 70% da Arvedi Steel Engineering, è ancora in negativo per due milioni e 195mila euro, migliorando però l’andamento del 2013, negativo per due milioni e 519mila euro. Se Tv1 migliora, per quanto resti in perdita, va ancora peggio invece il settimanale Mondo Padano, il cui editore Società servizi editoriali srl, controllato al 100%, scende a meno 923mila, mentre l’anno precedente il passivo era stato di 609mila euro. Perdite compensate dall’attivo della società controllante. L’industriale dell’acciaio Giovanni Arvedi mantiene così un ruolo egemonico nell’editoria cremonese, grazie alle entrate realizzate da altre attività. Un editore non “puro”, dedito cioè alla sola informazione, bensì – come non pochi altri – impegnato in attività eterogenee, calcio compreso, che rendono possibile un consenso diffuso. Restano aperte e drammatiche le domande sull’avvenire possibile per l’editoria locale, visti i risultati a bilancio nel contesto della crisi del settore.

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