Offanengo, gli alberi sono stati tagliati: protesta il Wwf

Che cosa si può provare assistendo al taglio di un albero? Il rumore della motosega evoca un destino implacabile: la procedura non concede incertezze, le piante cadono uno per uno, malgrado il pregio e l’età di oltre mezzo secolo. Nella zona della cascina Portico, non molto più in là di una centralina elettrica a biogas, il Comune però ha avuto un motivo per autorizzare l’eliminazione del filare di alberti che si può vedere nel filmato, ed è la relazione tecnica di un agronomo cremasco. Il vicesindaco Emanuele Cabini lo spiega “senza entrare nel merito delle scelte dell’agricoltore: abbiamo constatato dalla relazione che le piante erano malate e l’amministrazione ha autorizzato”.

Come si fa a mettere in croce un Comune? Il contesto legale e amministrativo consente che una mano azioni la ghigliottina del frondoso filare, l’agronomo certifica e allora scatta la motosega. Ogni singolo taglio di alberi può ben essere giustificato, ma la protesta del Wwf guarda al dato negativo nell’insieme di un territorio in cui gli alberi dovrebbero e potrebbero essere ben più numerosi, eppure li si vede cadere, mentre negli ultimi anni le centraline elettriche a biogas hanno conquistato terreno. E il biogas di solito viene alimentato a mais, mentre l’agricoltore nella zona della cascina Persico ha installato, in un anno siccitoso, un nuovo impianto di irrigazione che richiede spazio… Dunque gli alberi – malati, quindi anche a rischio di crollo – non trovavano più posto nella geopolitica di Offanengo. Il Comune però ha piantumato altrove, nel parco pubblico del Dossello, inserendo alberi adulti.
E’ vero, non si può processare una singola amministrazione locale se queste sono le norme e queste le necessità di un imprenditore agricolo, che deve certo poter irrigare. Ci sono atti amministrativi e scelte possibili, e anche la piantumazione nel parco del Dossello è un dato di fatto. E’ un dolore vedere cadere degli alberi, anzi è un lutto, perché lo sguardo è rivolto alla pianuta padana, e al territorio provinciale, nel suo insieme. Si vorrebbero vedere più alberi, molti di più, boschi e riserve naturali, aree protette e tante imprese che possono fruttare reddito diffuso senza bisogno di tante centraline elettriche a biogas. Il Comune di Offanengo non è un imputato, come non lo è l’agricoltore: l’amministrazione si è dimostrata impeccabile così come il privato imprenditore agricolo. L’unico problema sono gli alberi, malati, e tagliati.

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