Fare esposti con lo spirito del gioco del lotto

Se Alessandro Lanfranchi non vuole firmare un atto da amministratore delegato di Padania Acque, quell’atto non esiste proprio, perché il potere di amministratore in Padania Acque ce l’ha solo Lanfranchi. I casi di incompatibilità nel ruolo di amministratore devono quindi riferirsi non a cariche generiche ma agli atti firmati con quei poteri. Quindi Lanfranchi non può fare il sindaco di Ostiano, perché sarebbe incompatibile, dato che il suo Comune è socio di Padania Acque. Allo stesso modo Francesca Pontiggia, in quanto consigliere comunale di Cremona, Comune con popolazione sopra i 15mila abitanti, non può essere amministratore di Padania Acque, ma consigliere sì. Di questo sono convinto. Il M5S però ritiene che debba essere considerato amministratore ogni componente del cda della società di via Macello, e così ha presentato un esposto alla Corte dei Conti. Persino Laura Baroni sarebbe incompatibile, per i grillini, anche se è consigliere in un Comune sotto i 15mila abitanti. Anche questa volta i grillini cremonesi però prendono di mira Francesca Pontiggia.
Bisogna ricordare che le idee politiche sono libere e che se restano nel contesto della Costituzione sono tutte rispettabili: perché allora Francesca Pontiggia, in quanto esponente del Comitato acqua pubblica del Cremonese, non avrebbe potuto iscriversi al Pd?
Sembra che certi esposti vengano presentati a scopo strategico, per tener vivo il dubbio che un domani un giudice potrebbe dare una sentenza positiva per chi li fa e dannosa per il Pd, come se il tribunale (amministrativo o penale o civile) fosse il gioco del lotto, dove non si sa mai di poter vincere.
Seguendo un certo modo di pensare la sentenza di un giudice non è altro che un’opinione (politica o no, pur sempre personale e arbitraria): quindi c’è sempre la possibilità di imbattersi nel giudice “giusto” o comunque di “pescare” la sentenza adatta, perché “dipende da come la si pensa”. Benvenuti allora nella Babilonia di Borges: le sentenze potrebbero essere sorteggiate. Di un giudice pensante non c’è più bisogno. E’ una sfida estremamente seria, quella di Borges, anche se presentata come una stravaganza, perché se la sentenza è un’opinione e un giudizio positivo solo una possibilità che dipende dal caso, allora tutto è possibile.

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