Grumello sarà espulsa dalla Provincia?

Grumello sarebbe stata espulsa dall’ente Provincia di Cremona per eccesso di petizioni a scopo palesemente polemico! A tale bieca congettura è pervenuta la turpitudine della maldicenza, l’acrimonia del sospetto, l’ostilità alle istituzioni che si manifesta nell’elaborazione di parossistiche congetture politiche! Il pretesto per una simile ricostruzione allucinatoria e persecutoria è la ricerca di un motivo dell’assenza del presidente della Provincia Carlo Vezzini dall’attesissima fiera Agrumello, proprio mentre le istituzioni erano rappresentate persino dal governo italiano, con il sottosegretario Luciano Pizzetti (Pd), e dalla Regione Lombardia, grazie al consigliere Carlo Malvezzi (Ncd). E Carlo Vezzini? Sparito! E dire che i suoi predecessori Massimiliano Salini, Giuseppe Torchio e Gian Carlo Corada frequentavano con grande familiarietà Grumello!
“Ho avuto problemi aziendali, mi piace ricordare che sono a titolo gratuito e devo seguire anche altro” ecco la risposta del presidente della Provincia, di professione agricoltore. Le irricevibili congetture non provengono certo dal comitato volontari fiera, ma da malnati dietrologi che vedono Grumello fustigato ogni giorno perché si ribella alla discarica dell’acciaieria Arvedi. Molto più seriamente il comitato dei volontari ha solo fatto trapelare qualche comprensibile malumore: si può comprendere, considerato il prestigio della fiera agricola grumellese, diventata nel corso dei decenni manifestazione regionale. Quella è l’identità di cui Grumello va lieta e fiera (della fiera): la presenza del presidente Vezzini sarebbe stata la conferma di un ruolo che si va storicizzando. Grumello è un punto di riferimento di valore per l’agricoltura, non certo il paese della discarica!
Per la Provincia brillava Alberto Sisti, sindaco di Castelvisconti e consigliere provinciale. L’ente Provincia non esprime più, però, la coesione del territorio in un progetto comunale, al contrario sembra lacerarsi tra l’una e l’altra area omeogenea, come nel Cremasco e nel nascente Cremonese, poli d’aggregazione di almeno centomila abitanti all’interno dei quali le differenze politiche non si sentono nemmeno più.

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