Donna del Pd, tu sei incompatibile per natura: il M5s ti esclude. E Alberto Sciumè torna vincitore

Ecco una nuova versione del rasoio di Ockham: è la falce dei grillini, che ad una ad una vogliono espellere dalla pubblica amministrazione tutte le donne del Pd. Dopo Francesca Pontiggia e Laura Baroni, nominate nel cda di Padania Acque spa e colpite da un esposto, ecco Elena Bernardini, che in quanto avvocato, secondo il regio decreto del 1933 invocato dai grillini, non può esercitare la professione di imprenditore, e quindi non dovrebbe amministrare Cremona Servizi, controllata comunale. La critica è stata rivolta ieri da Lucia Lanfredi, M5s, durante l’ufficio di presidenza: le è stato risposto che secondo le ultime norme non c’è incompatibilità. Il Pd da tempo accusa il M5s di misoginia, e il M5s replica di aver candidato come sindaco una donna, la stessa Lucia Lanfredi. Un altro avvocato, Alberto Sciumè, uno dei principi del re Roberto Formigoni (re un po’ chiacchierato bisogna ammetterlo), aveva ammesso durante un meeting di Rimini l’imbarazzante situazione di essere amministratore pubblico e avvocato, quindi in potenziale e perenne conflitto di interessi. Ha poi commesso specifici atti tali da meritargli la revoca della carica per incompatibilità? Le sue cariche sono state e sono diverse ma resta in sella, anzi oggi è tornato vincitore a Cremona, in Provincia, come presidente di Stradivaria, per presentare il nuovo progetto dell’autostrada Cremona-Mantova, meno costoso grazie a un taglio di 200 milioni abbondanti – ma ne restano sempre 822 da spendere. Il Pd ora è apertamente schierato con lo Sciumè, sulle cui cariche e consulenze pesò la polemica dell’ex presidente della Provincia Giuseppe Torchio. Più precisamente, il Pd dialoga, si confronta, si allea con il mondo ciellino di cui lo Sciumé è ragguardevole esponente. L’incompatibilità resta una delle armi segrete dei grillini: i sindaci e i consiglieri comunali dovrebbero uscire da tutti i consiglieri d’amministrazione e gli avvocati pure. La freccia polemica, però, resta puntata solo contro le donne del Pd. A riguardo di Sciumè il M5s non ha proferito motto.

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