Via Giordano, tutta la via viabilità in discussione

Se il centrosinistra non riuscirà a dare una soluzione a via Giordano, assillata da 22mila veicoli al giorno, i fantasmi del passato, mai sopiti, riprenderanno vita: perché mai non costruire la strada Sud se la Cremona Mantova è strategica? Perché non aprire al traffico il ponte sul Po dell’A21, come chiedeva l’architetto Massimo Terzi? Perché bocciare la proposta di senso unico, più aperta rispetto all’esperimento della giunta Bodini? Ieri durante l’assemblea del quartiere 9 il dissenso è emerso di nuovo. Il Comune, da decenni, non riesce a trovare una soluzione: come potrà allora affrontare problemi maggiori?

Via Giordano appare il segnale più acuto di un malessere generale della città chiusa verso Sud, con un centro senza sbocchi sul lato che guarda verso il Po e dunque un traffico privo di equilibrio. Della giunta Galimberti all’assemblea del quartiere di via Giordano, che ha affollato ieri sera la sala dell’oratorio, non s’è vista nemmeno l’ombra, malgrado l’invito, che resta aperto da parte della presidente del comitato Maria Cristina Arata, per ricevere risposte all’idea di senso unico in via Giordano, con ritorno in via Cadore solo per i residenti; chi invece andrà dall’ospedale a via Giordano dovrà passare da via Dante. L’assemblea è rimasta delusa dalle mancanza di repliche da parte del Comune, che ha bocciato l’idea considerando un esperimento di quindici anni fa, quando via Cadore era aperta a tutti e non reggeva il traffico, ormai di 22mila veicoli al giorno. Il 70% del traffico va verso l’ospedale, gli altri verso piazza Cadorna. Il centrodestra, ieri presente con le minoranze di Federico Fasani, Giorgio Everet e Alessandro Fanti della Lega, chiede di ripristinare la previsione urbanistica della strada Sud, cancellata dalla giunta Galimberti. E’ una strada di un chilometro, considerata un ecomostro dagli ambientalisti, che si estenderebbe, passando su varie vie già esistenti, dall’incrocio tra via Navaroli e via del Sale fino alla via Al depuratore e alla rotatoria dell’ospedale, costruendo un tratto nuovo. Buona parte del quartiere vuole la strada di cui era fautore Peppino Ceraso. Cremona ha bocciato però, da destra e da sinistra, tutte le alternative, anche quella dell’ex assessore del centrosinistra Massimo Terzi, vent’anni fa: aprire a tutti il passaggio sul ponte di Po dell’A21, soluzione gradita allora anche al Comune di Castelvetro. La strada sud è rimasta per decenni nei piani regolatori, anche negli anni di De Crecchio, Terzi e poi Soregaroli. Per Fasani e il centrodestra sta fallendo il progetto di viabilità cittadina della giunta, bersagliata di critiche anche in via Brescia e a San Felice, per ogni sottopasso o sovrappasso o pista ciclabile che viene realizzata, come anche per i bus del centro che si inoltrano in vie troppo strette o per la zona congestionata di piazza Marconi. Si tratterebbe secondo l’ex assessore Fasani di scelte episodiche, a macchia di leopardo, senza un piano generale. Il Comune in via Giordano vuole mantenere il doppio senso di marcia, aggiungendo però anche una ciclabile, rivedendo l’organizzazione dei posti di parcheggio. Per Maria Cristina Arata e il comitato di quartiere via Giordano così si allungherebbero le code, il traffico sarebbe rumoroso anche poco praticabile dai mezzi di soccorso e dai mezzi di raccolta della differenziata.

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