Contributi regionali ad Arvedi, dubbi dei 5 cinque stelle

L’interrogazione del M5S: ITR-2587-Inottemperanze-ARVEDI-e-finanziamento-regionale-22-04-2016 (1)

 

L’antefatto è che la Regione Lombardia ha deciso di versare un contributo di due milioni di euro all’acciaieria Arvedi di Cremona, per sostenere l’innovazione e lo sviluppo industriale, dato che l’industria siderurgica cremonese intende realizzare un impianto sperimentale per produrre nuovi acciai al silicio per impieghi elettrotecnici. Si tratta dei cosiddetti acciai magnetici e acciai di alta gamma, che vengono usati nel settore automotive. Questa produzione di acciai al silicio favorirà anche l’integrazione con la Ferriera di Servola, a Trieste, rilevata dal gruppo Arvedi dopo una lunga crisi. Il movimento 5 stelle però si oppone con un’interrogazione firmata dai consiglieri regionali Andrea Fiasconaro e Iolanda Nanni, i quali contestano alla Regione una contraddizione: vengono dati contributi a un’azienda che è risultata in difficoltà nel rispetto delle prescrizioni che riguardano l’ambiente. Ci sono quindi due dati di fatto: la relazione dell’Arpa, agenzia regionale, che fa sapere che l’industria cremonese ha fatto registrare decine di inadempienze. Dall’altro lato, a prescindere, un investimento finalizzato a sostenere un’industria siderurgica, che ha un ruolo chiave per l’economia malgrado la lunga crisi economica, viene messo in discussione. E’ in corso da alcuni anni una lotta aperta del movimento 5 stelle, affinché l’industria cremonese rispetti le prescrizioni di carattere ambientale: i grillini pressano la Regione, perché sia coerente con le norme nazionali, e anche proprie, che riguardano l’acciaieria. Tanta cura per l’ambiente, però, emerge soprattutto per far risaltare un intreccio di interessi che non è conflittuale e nemmeno negativo. E’ infatti un fenomeno ordinario che uno Stato e una Regione sostengano le industrie di rilievo nei periodi di crisi. Le acciaierie sono collegate a molte altre aziende: l’investimento in questo caso favorisce sì un privato, ma soprattutto l’innovazione di un settore, con benefici per tutto il settore, non solo un privato, il quale dovrà lavorare non solo a proprio vantaggio. Per creare lavoro e rendere competitive le imprese forse la sola tutela dell’ambiente, congiunta alla tradizionale polemica polemica, non basta.
I contributi diretti a fondo perduto non sembrano la strategia migliore, per la pubblica amministrazione, questo però è un investimento per un impianto che ancora non esiste, quindi non sembra una strategia vincente stroncarlo sul nascere, come se fosse certo che produrrà più che altro problemi. Quanto alle inadempienze rilevate dall’Arpa, la procedura è ancora in corso e per niente accantonata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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