Soresina, Aspm torna in utile

 

Aspm è tornata produrre utili, dopo gli anni peggiori, culminati con il rischio di fallimento, il commissariamento e la fusione tra ramo gestionale e patrimoniale, che ha evitato così la vendita e la privatizzazione, sorte invece toccata alla Fondazione Zucchi Falcina. Il bilancio di Aspm, come spiega il presidente Marco Ghirri, è stato ripulito fra 2013 e 2014, con una svalutazione patrimoniale: di oltre cinque milioni ne sono rimasti dopo la svalutazione uno e 400mila euro. L’obiettivo dell’amministrazione di Rinnova Soresina, guidata dal sindaco Diego Vairani, è far sì che la testa pensante della municipalizzata di viale Fratelli Cairoli rimanga a Soresina, malgrado l’acquisto della maggioranza da parte di A2A. E per ora l’obiettivo di fare utili, come un tempo, è stato raggiunto: in municipio sono pervenuti 310mila euro, mediamente, sia l’anno scorso che quest’anno da Aspm Servizi, che ha chiuso in attivo così per il terzo anno consecutivo, dopo i 55mila euro realizzati nel 2013. Soldi che hanno consentito al Comune di evitare l’aumento delle tasse locali: usando l’avanzo d’amministrazione, inoltre, la giunta Vairani ha potuto compiere alcune opere di manutenzione delle strade, del verde pubblico davanti alla scuola elementare, e del cimitero. Non grandi opere, ma una ripresa, dopo gli anni difficili in cui arrivava una lettera della Corte dei Conti a mettere in discussione l’operato di viale Fratelli Cairoli. Era un periodo di “finanza creativa”, come l’ha definito Marco Ghirri: l’azienda iscriveva a bilancio un debito da versare al Comune, per l’uso delle reti idriche, che però non veniva pagato. Si trattava di un accordo in vigore fra 2009 e 2014: il canone (più o meno un milione di euro in quattro anni) tuttavia era fasullo e inesistente, dato che le reti erano di proprietà di Aspm. Il Comune segnava a bilancio dei soldi da ricevere che però non sarebbero mai stati incassati. Altri investimenti non hanno avuto esito esito positivo: la tangenziale Sud si è persa fra i campi e anche la cogenerazione è stata necessariamente svalutata. Sono stati bruciati così all’incirca quattro milioni. Dal travaglio l’Aspm sta uscendo grazie a un piano di rientro, costato 200mila euro nel 2015. Erano state molto dure le critiche dello stesso Marco Ghirri e del centrosinistra soresinese, durante l’amministrazione Monfrini, quando il vicesindaco era Fabio Bertusi. Presidente di Soresina Reti e Impianti era Bruno Bassorizzi. Le reti idriche stanno per passare di nuovo di mano, da Aspm a Padania Acque. Il Comune riceverà una partecipazione nella società pubblica provinciale del servizio idrico integrato, per il 3 o 4%: la quota è ancora da definire. Aspm cede le reti idriche ma anche i debiti, sui 700mila residui, mentre l’esposizione durante gli anni della presidenza Lupinacci era di cinque milioni, con un finanziamento di due milioni dal Banco Popolare.

 

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