Per la Regione l’inceneritore è sicuro

(scritto ieri, 27 maggio 2016, http://www.telecolor.net)

 

L’ultimo incontro fra Arpa e tecnici regionali si è svolto ieri: il risultato delle ultime verifiche sull’inceneritore di Cremona sarà un aggiornamento della diffida già emessa dal Pirellone. Lo ha rivelato il dirigente regionale Dario Schunnach – responsabile dell’unità organizzativa di valutazione ambientale – durante la prima riunione della commissione comunale ambiente di oggi. E’ stata la prima di due sedute, convocate entrambe per oggi dalla presidente Francesca Pontiggia, per un chiarimento sull’effettivo significato della relazione dell’Arpa, diffusa poche settimane fa al termine di una visita ispettiva iniziata l’anno scorso in giugno. Dopo una lunga premessa di carattere tecnico da parte dei tecnici dell’Arpa, il consigliere del Nuovo centrodestra Federico Fasani ha chiesto a Schunnach se l’inceneritore di Cremona è pericoloso per la salute della popolazione. Il dirigente regionale ha sostenuto che, trattandosi di rischio accettabile non di sicurezza assoluta, l’inceneritore di via Antichi Budri è sicuro. Le norme nazionali ed europee registrano una tendenza continua al miglioramento delle prestazioni ambientali. L’impianto incide su alcuni paramenti per il 5% e su altri del 10% in più, rispetto alla situazione della pianura padana, una delle più inquinate d’Europa. Linea Reti impianti, dopo la diffida emessa dalla Regione sulla base dei controlli dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha provveduto a migliorare la gestione dei dati, con un nuovo sistema di controllo. L’impatto delle ciminiere di via Antichi Budri, quindi, è limitato, al confronto con il riscaldamento degli edifici, al traffico dei veicoli e alle emissioni delle attività produttive. Anche nella graduatoria del rischio per l’ambiente, l’inceneritore cremonese non è tra i peggiori né tra i migliori, bensì a metà classifica, per così dire, dopo la ristrutturazione della prima linea. Linea Reti Impianti, dopo che l’Arpa ha rilevato una lunga serie di inottemperanze e di criticità nella gestione dell’impianto, ha provveduto a migliorare la conduzione e i controlli, che devono tuttavia progredire ancora, secondo gli stessi programmi della ditta, che si sta adeguando agli obblighi. Solo in due giorni, dunque, tra il 22 e il 24 dicembre del 2014, le soglie delle emissioni di monossido di carbonio e ossido di azoto sono state superate. E in quei due giorni, sempre nell’analisi di Schunnach, il confronto con le centraline dell’Arpa dimostrerebbe che non sono accaduti eventi singolari. Il problema peggiore è stata la mancanza di un blocco automatico dell’impianto in caso di guasto, come accaduto il 22 dicembre di due anni fa. Altra risposta è stata data sulla prospettiva di chiusura, che appare verisimile alla Regione nel 2025, come anche una ristrutturazione. La Regione dunque rivaluta lo studio del consorzio Leap, tanto criticato dalle associazioni ambientaliste e dallo stesso Comune di Cremona. Il trattamento meccanico biologico risulta sconsigliabile, anche per gli effetti negativi sull’inquinamento atmosferico. Cremona non rappresenta un problema particolare in Lombardia, dove gli inceneritori sono undici. L’impianto di Linea Reti Impianti, per la Regione, può essere chiuso entro il 2025, con una distribuzione dei rifiuti all’interno della rete lombarda. Per i cinque stelle Lucia Lanfredi ha chiesto un parere sull’opportunità di un’indagine epidemiologica, per valutare il rischio di malattia e morte di chi abita vicino a via Antichi Budri. La Regione vede con favore studi di questo genere, soprattutto se eseguiti su area vasta, in base a un accordo fra le ditte che, per il loro impatto sull’ambiente, funzionano solo su autorizzazione regionale. I superamenti delle soglie inquinanti del periodo del Natale 2014 non dovrebbero però ripetersi, come ha chiarito l’Arpa. La prima delle due riunioni di oggi è servita anche a una preliminare esposizione tecnica sul significato dell’autorizzazione ambientale integrata. Nella prima riunione di oggi la giunta Galimberti non ha voluto intervenire per lasciare la parola ai tecnici, che hanno illustrato i sistemi di controllo e la trasparenza che l’Arpa garantisce. La seconda riunione di oggi è stata dedicata ai programmi di Linea Reti Impianti.

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