La direzione cittadina del Pd invita i sindaci cremaschi a evitare lo scontro

Cremona “Il Cremonese e il Cremasco sono due territori che si possono ascoltare e quindi possono iniziare a fare un passo avanti – sostiene il segretario provinciale del Pd Matteo Piloni – Credo che a nessuno serva spaccare il consiglio provinciale su questioni territoriali, quindi si proceda al voto sul dimensionamento scolastico se c’è una larga condivisione, altrimenti aspettiamo e cerchiamo una prospettiva comune. In consiglio provinciale votano però i sindaci, che come tali rispondono ai cittadini assumendosene le responsabilità”. Questa l’indicazione ribadita oggi pomeriggio da Matteo Piloni, e che si trova in linea, da quel che si viene a sapere, con la discussione e il documento finale della direzione cittadina cremonese del Pd di ieri sera, cui hanno partecipato anche segretari di circoli e consiglieri comunali oltre al segretario cittadino Roberto Galletti. Il Pd cremonese chiede una discussione in tutte le sedi sulla prospettiva del territorio, e intende tutelare l’unità territoriale della Provincia di Cremona con un documento votato all’unanimità. Non è in discussione il ruolo di Matteo Piloni, che pur essendo assessore comunale di Crema non si è impegnato nello scontro fra sindaci dell’area omogenea cremasca e amministrazione provinciale.
Non è stata la notte dei lunghi coltelli tra fazioni e gruppi territoriali del Pd, anche se l’amarezza per le prese di posizione di Stefania Bonaldi, sindaco di Crema, è forte, tanto più dopo il post pubblicato su Facebook il 25 aprile, nel quale si parlava di liberazione di Crema da Cremona. Le occasioni di contrasto sono state numerose e hanno lasciato il segno: ad esempio il no a Galimberti presidente della Provincia, o un’email di Agostino Alloni firmata “consigliere regionale cremasco”. Non risultano però, dopo la riunione di ieri sera, attacchi polemici personali: la volontà politica, da parte cremonese, è di mantenere unito il partito in un momento di crisi legata a una complicata riorganizzazione istituzionale.
La lotta dei sindaci del Cremasco per l’autonomia da Cremona non ha però ancora trovato alleanza, per ora, né a Lodi né a Treviglio. Da parte del Pd di Cremona la migliore opportunità esistente consiste nell’unità della Provincia, nell’interesse generale di tutti i territori.

Sinora non sono apparsi segnali di convergenza né di tregua fra sindaci cremonesi e cremaschi. Stefania Bonaldi ha manifestato dispiacere per la rottura della maggioranza in consiglio provinciale, dopo la riunione del 26 maggio, usando toni più sereni rispetto, ad esempio, a Gianni Rossoni.
Le divisioni sono emerse sia nel centrosinistra che nel centrodestra: la crisi dell’unità territoriale è quanto mai trasversale.
La proposta del presidente della Provincia Carlo Vezzini viene dunque sostenuta senza aggressività dalla direzione cittadina del Pd: dopo gli accordi presi con l’ufficio scolastico regionale e l’ufficio scolastico territoriale, l’intesa con i sindacati, e in scadenza dello stesso mandato di Vezzini, che decade il 5 giugno, la riorganizzazione delle scuole va votata perché solo il presidente della Provincia può deliberare. Il consiglio gli sopravviverà fino a ottobre, quando si celebrerà il referendum costituzionale.
Ci può essere discussione sui tempi di approvazione del dimensionamento scolastico, che oggi alle 18 potrebbe essere votato a maggioranza, col dissenso dei sindaci cremaschi, già usciti dall’aula il 26 maggio.

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