Provincia sempre in crisi con strategia salda e poco ecologica

 

 

Carlo Vezzini, che da oggi non è più sindaco di Sesto ed Uniti, lascia la presidenza della Provincia ma i problemi restano. La strategia ereditata da Massimiliano Salini, tanto criticata dagli ambientalisti, è proseguita in vario modo in questi due anni, e uno degli ultimi atti dell’ex sindaco di Sesto è l’approvazione della compatibilità tra il piano territoriale e la cementificazione di 330mila metri quadrati in via Mantova a Cremona, per costruire la area nuova commerciale e artigianale del Comune. E’ la lottizzazione privata più grande che sia mai stata accettata dal Comune di Cremona, oltretutto a scopo commerciale. I casi precedenti riguardavano la costruzione di quartieri popolari. Bella complicazione per la Provincia, che inizialmente si era opposta alla modifica della viabilità, considerando il previsto aumento di traffico e l’insufficienza della rotatoria di San Felice, tanto più in coincidenza con l’ampliamento del centro commerciale di Gadesco. Ed è proprio il sindaco di Gadesco Davide Viola a succedere a Vezzini.

Il contenzioso tra Provincia e Comune di Cremona, a proposito di via Mantova, è stato evitato così: la strada provinciale diventa comunale, e quindi sarà il municipio ad accollarsi pesanti spese di manutenzione. Via libera da Corso Vittorio Emanuele II, tuttavia con prescrizioni per quel che riguarda la viabilità: il traffico sarà monitorato, e se servirà i privati dovranno adeguare la strada ex provinciale e la rotatoria. Le critiche non sono mancate. Le osservazioni di Legambiente sul rischio idraulico e sismico, però, sono state rispedite dalla Provincia al Comune. Alle critiche si sono uniti anche Italia Nostra, con l’architetto Michele De Crecchio, Salviamo il Paesaggio, la sinistra e i cinque stelle. Legambiente contesta la mancanza di verde se non a scopo decorativo: in passato le lottizzazioni prevedevano anche parchi pubblici, ora solo cornici verdi al cemento. Per rimediare al rischio idraulico il Comune viene chiamato dalla Provincia a ulteriori verifiche: il principio è che il sistema idraulico non dovrebbe cambiare, dopo le nuove edificazioni, che però avranno una dimensione così ingombrante che rimane la preoccupazione per la circolazione delle acque, in una zona soggetta ad allagamenti. Per De Crecchio la Provincia, o comunque l’Area Vasta che potrà sostituirla, avrebbe dato maggiore attenzione alle questioni viabilistiche e ambientali: il Comune, invece, essendo autore della variante al piano regolatore, è esposto al rischio di fare sconti ai privati per favorire le imprese e il lavoro.

Tra le eredità di Vezzini anche l’irrisolta questione della riorganizzazione delle scuole, bloccata dai sindaci dell’area cremasca. La contesa principale ha riguardato l’istituto agrario provinciale Stanga. I cremaschi hanno rinunciato alla richiesta di dividere le sedi quando hanno accertato che palazzo Stanga era vincolato all’uso come sede di un istituto agrario provinciale. Il ridimensionamento avrebbe fatto accorpare l’agraria a un’altra scuola, con il rischio di un’altra destinazione e quindi la perdita della proprietà provinciale dell’immobile. La riforma Delrio lascia nella nebbia la Provincia, che sarà guidata ora da Davide Viola, sindaco di Gadesco: i consiglieri però non saranno più tredici ma dodici, con una maggioranza, e quindi una capacità decisionale, che non appare chiara.

 

http://www.telecolor.net

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...