Quantum è sostenibile il nuovo forno di Arvedi

 

 

Grandi cambiamenti in corso all’acciaieria Arvedi, e molte domande da parte dei residenti e delle associazioni sull’impatto che ne seguirà. Sono attesi gli effetti dei lavori del nuovo camino E1bis, che dovrà convogliare i fumi diffusi liberamente tra i tetti, senza trattamento, problema che l’Arpa ha rilevato e che impone di risolvere. L’amministrazione provinciale ha già riconosciuto in questi giorni la compatibilità ambientale del progetto del nuovo forno elettrico di tipo Quantum, che ha lo scopo di migliorare le prestazioni energetiche e produttive. Via libera, ma con prescrizioni, cioè obblighi da rispettare per soddisfare le richieste di tutela della salute presentate dall’autorità sanitaria. La fabbrica di via Acquaviva produce già da tempo più di quanto previsto e ha quindi presentato pochi giorni prima di Ferragosto la richiesta di aggiornamento dei dati di produzione. Sarà sostituito il forno più vecchio, sulla linea 1, risalente al 92 e poi aggiornato nel 2000. Si discute di una fabbrica con una capacità di colata continua di oltre due tonnellate e mezza all’ora. La nuova tecnologia ha bisogno di maggiori risorse idriche, che l’industria di via Acquaviva preleverà da tre pozzi, di cui due nuovi, a oltre cento metri di profondità, per un prelievo idrico complessivo di 180 litri al secondo e di due milioni e 300mila metri cubi annui. Nella roggia Malazzina, che possa sotto la fabbrica, scorrerà molta più acqua che in passato, col rischio di esondazione da monitorare.

Con l’installazione del nuovo forno di fusione dei metalli, al posto del vecchio forno Eaf1, il rottame sarà caricato mediante un sistema composto da una struttura in acciaio che sostiene un binario orizzontale con una gru. Il risparmio energetico, secondo il progetto, avverrà tramite il preriscaldo del rottame all’interno di una struttura, dove saranno convogliati i gas di risulta della fusione dei metalli, che richiederanno così meno energia per arrivare al punto di fusione. L’acciaieria è attualmente autorizzata per una capacità produttiva pari a 2.400.000 t/a: il dato potrà salire, anche ufficialmente, a ben 3 milioni e 100mila tonnellate annue, un terzo in più. Secondo l’ente Provincia non ci saranno però effetti negativi sui vicini siti naturalistici di interesse della comunità europea, come gli Spiaggioni di Spinadesco e la zona di protezione speciale delle specie di uccelli.

Ben quattro le pagine di prescrizioni, richieste dai Comuni di Cremona, Spinadesco e Sesto. Lo studio epidemiologico dell’Azienda di tutela della salute, che riguarderà i casi di morte e malattia, rimane nei programmi, ma anche il monitoraggio della qualità dell’aria, delle acque e del rumore. Andranno verificati gli effetti sulla popolazione di emissione di polveri sottili pm10, pm 2.5, diossine e furani.

Il nuovo forno dovrebbe poi abbattere l’inquinamento acustico di sei decibel. L’azienda siderurgica dovrà migliorare i rapporti con la popolazione grazie alla trasparenza e comunicazione dei dati ambientali e anche valutare di rifornire di calore la rete del teleriscaldamento di Cremona, che dipende dall’inceneritore. E’ previsto anche un tratto di pista ciclabile verso Sesto ed Uniti, per evitare ai ciclisti la provinciale più trafficata dai mezzi pesanti, e anche un bosco più ampio tra la fabbrica e Spinadesco. Non è escluso che, in seguito al monitoraggio dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua, di rifiuti e scorie si proceda a una valutazione d’impatto ambientale.

http://www.telecolor.net

 

 

 

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