Boschi di carta

 

 

E’ il mondo amministrato, catturato e ingabbiato dalla meticolosa trasformazione in oggetto del diritto, dell’economia e delle forme di potere legittimate con procedure razionali. In questo lieto mondo è possibile persino la “rinaturalizzazione” in quanto manutenzione di alberi caduti, in “aree boschive” all’ombra di una serie di palazzine. La natura fatta oggetto e trattata secondo legge. Non che sia responsabilità di un Comune dove chiunque amministri o sia amministrato si ritrova a sua volta preso in un reticolo di norme. La giuridificazione del mondo non risparmia nulla e nessuno.

“Il Comune di Cremona sta sviluppando ormai da anni una politica di tutela e di valorizzazione delle risorse ambientali, al fine di mitigare gli impatti derivanti dall’antropizzazione del territorio”. Questo è il linguaggio dei documenti dell’amministrazione cittadina, che insiste su termini come rinaturalizzazione, riforestazione, manutenzione delle aree di bosco, come se il Torrazzo sorgesse nella foresta dell’Amazzonia. Di fatto vengono dati, con una determina del dirigente Marco Pagliarini, 13.600 euro al Consorzio forestale padano, che ha sede a Casalmaggiore, per la manutenzione del parco del Po e del Lugo Sud, da largo Caduti di Nassirya fino a via Milano, un’area verde strapazzata dalla grande nevicata dell’altr’anno, dove ancora si vedono alberi spezzati e stramazzati al suolo, all’ombra però delle palazzine costruite pochi anni fa, con un chiaro effetto di riduzione delle risorse ambientali. Si ampliano continuamente le aree industriali e dei centri commerciali, si prevedono nuove zone commerciali e artigianali da 330mila metri quadrati, come in via Mantova e tuttavia ufficialmente si tutelano le risorse ambientali, mentre il consumo di suolo aumenta di anno in anno. Cementificazione che prende il curioso nome di antropizzazione. Sulla carta boschi e foreste non mancano proprio a Cremona: il Comune programma un’opera di rinaturalizzazione anche in via Milano, nell’area dell’ex polveriera, lungo la ciclabile per Cavatigozzi, come previsto dalle recenti prospettive del Piano territoriale regionale, lo stesso che a Vescovato consentirà di creare un corridoio ecologico, appunto perché al verde, secondo i programmi del Pirellone, viene lasciato appunto lo spazio di un corridoio fra industrie, strade, palazzine e centraline elettriche a biogas. Di questo continuo deterioramento dell’ambiente si discuterà venerdì prossimo, la sera del 17 giugno a Cavatigozzi, in un’assemblea pubblica che si preannuncia di particolare interesse, perché parte dei cittadini si sente sempre più circondata, da anni, di amministrazione in amministrazione, fra una promessa e l’altra. Nelle scorse settimane, l’incontro riservato fra giunta e comitato di quartiere, sempre a Cavatigozzi, ha lasciato una scia di amarezza e delusione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...