Ospedale pronto a tagliare i consumi sanitari inutili

 

E’ prevista una riduzione dei consumi sanitari eventualmente non necessari: sia chiaro. Non sarà tolto un solo farmaco utile a far stare meglio i pazienti. Ci sarà una verifica attenta a evitare sprechi. Le ventisei pagine del documento della direzione ospedaliera sono ricche di spunti e di dati, anche troppo schematici: danno l’idea di un miglioramento possibile. All’ospedale, sempre più, i malati più gravi e complessi, gli altri in altre strutture: e un legame col territorio ancora più forte.

Il Piano delle performance del triennio 2016-2018 è già un dato di fatto, che aspetta le prime verifiche, ormai deliberato dal direttore generale Camillo Rossi. L’Ospedale Maggiore, così come l’Oglio Po di Casalmaggiore, che compongono la stessa Asst, dovranno migliorare la produttività. Tra gli obiettivi da raggiungere la riduzione delle spese per i consumi sanitari, che sono aumentati da 25 a 27 milioni di euro fra 2014 e 2015, e che quest’anno potrebbero lievemente diminuire. https://youtu.be/qsikEz2fu0s

Si è verificato un uso di dispositivi medici e di farmaci, di vario genere, che con una più attenta valutazione caso per caso potrebbe essere ridotto a vantaggio di aumento delle cure effettivamente prestate ai pazienti. Complessivamente i ricavi, per quest’anno, dovrebbero infatti calare di 200mila euro su un totale di 171 milioni di euro, ma non per i ricoveri. Il costo del personale dipendente è già stato ridotto da 129 a 123 milioni, per il blocco del turn-over e grazie al ricorso all’interinale e ai contratti a tempo determinato. La corsa all’efficienza non si può fermare: verranno aumentati, almeno nelle intenzioni, i ricoveri a maggiore complessità, dunque i più gravi e difficili da curare, in nome dell’appropriatezza delle prestazioni. Molti si rivolgono all’ospedale, in particolare al Pronto soccorso, senza effettiva necessità: a questo scopo la rete territoriale di servizi nei programmi viene rafforzata. E’ però la stessa azienda ospedaliera a effettuare ben 108 tipi di prestazioni sanitarie ad alto rischio di inappropriatezza, cioè di spesa eccessiva. E’ una stortura del sistema che viene combattuta dalla Regione ormai da una ventina d’anni. I malati sub-acuti, infatti, saranno meno numerosi quest’anno, per aumentare altrove, fra case di riposo e poli sanitari territoriali. Sono indicati dalla direzione anche alcuni obiettivi specifici, come la riduzione dei parti con taglio cesareo e un maggior rispetto dei tempi massimi d’attesa previsti dalla Regioni. Fra la richiesta e la visita non dovranno trascorrere più di 90 giorni. Le ventisei pagine del Piano delle performance rivelano l’importanza anche sociale del lavoro dell’ospedale: ben 90mila prestazioni sanitarie per le tossicodipendenze, oltre 8mila per l’alcolismo, duemila per il gioco d’azzardo patologico. I ricoveri, in totale, compresi day hospital e subacuti, sono stati 29mila l’anno scorso, di cui 22mila all’Ospedale Maggiore, in media 62 al giorno a Cremona. Sono più di 8mila le prestazioni in area psicosociale, quasi tutta in carico alla sfera pubblica. Fra i vari obiettivi, spicca il percorso nascita e allattamento al seno. Sono inoltre ben 40 le associazioni di volontariato che collaborano ogni giorno con l’azienda ospedaliera.

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