Pd, lunga marcia oltre la crisi

Dimissioni a sorpresa nel Partito democratico di Cremona, dove Lia A Beccara ha abbandonato un organismo che non esisteva già più, la direzione cittadina, della quale il segretario cittadino Roberto Galletti ha annunciato il rinnovo da due settimane. Dalle dimissioni della consigliera comunale A Beccara sono seguite alcune critiche allo stesso Galletti, eppure, malgrado il clima prometta tempesta, il Pd cremonese non sta ricalcando lo schema nazionale. La direzione cittadina sarà ampliata e diventerà più rappresentativa, come promesso da Galletti, allo scopo di far uscire definitivamente il partito dalla lunga crisi che è culminata nel commissariamento. Infatti prima delle ultime elezioni comunali il Pd cremonese era disgregato: esisteva solo un coordinamento, che non era stato in grado nemmeno di esprimere un candidato sindaco, neanche per le primarie. Gianluca Galimberti è stato ed è considerato infatti come un papa straniero. Dalla lotta fra la corrente di sinistra, rappresentata da Roberto Poli, e dalla maggioranza moderata di Roberto Galletti, ha prevalso Galletti. In direzione, tra i sostenitori di Poli, era rimasta la sola A Beccara, che ha chiesto più partecipazione nelle decisioni e per il partito un ruolo non schiacciato sul Comune. Argomenti sui quali il confronto resta aperto. Sono stati due anni complicati, nei quali però temi tabù, come il futuro dell’inceneritore, sono stati affrontati per la prima volta dopo anni. La direzione cittadina ha emesso anche documenti condivisi, come su Lgh, e il tavolo rifiuti è stato avviato per la prima volta. Le difficoltà maggiori riguardano i rapporti con Crema. Il Pd cremasco appare più forte, tanto da dominare la segreteria provinciale, a partire dal numero uno Matteo Piloni. Entreranno però nuovi esponenti cremonesi: Roberto Galletti e il capogruppo Rodolfo Bona, per facilitare il dialogo con i cremaschi. Inizia un momento cruciale, in vista delle elezioni del consiglio provinciale di novembre. Crema, come riconfermato da Agostino Alloni, vuole la secessione da Cremona, l’autonomia delle proprie scuole medie superiori e politiche sociali, culturali e ambientali indipendenti da Cremona. L’obiettivo, per Cremona, è accompagnare il possibile addio di Crema evitando ulteriori problemi. Le scuole superiori cremonesi non saranno divise, per gli istituti scolastici cremaschi invece il discorso è ancora aperto. Si apre una fase critica: le nuove elezioni provinciali, ben più del referendum costituzionale, possono creare un rischio di frattura nel partito.

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