Alla Cava il Comune delude

 

CREMONA Ha un bel gesticolare il sindaco Gianluca Galimberti per spiegare all’assemblea pubblica dei cittadini di Cavatigozzi che tutto il possibile è stato fatto per rendere più desiderabile la vita in una frazione sempre più soffocata dall’espansionismo dell’area industriale e dell’acciaieria Arvedi in particolare. Il sottopasso privato per Picenengo è stato fatto con un accordo tra agricoltori e ferrovie statali, di cui nulla sapeva il Comune, mentre il sottopasso pubblico non si può fare. La scuola primaria stenta a raggiungere il numero minimo di alunni per far partire la prima classe, perché le famiglie di Spinadesco iscrivono i figli a Sesto, mentre non poche mamme di Cavatigozzi preferiscono Cremona, per motivi di lavoro o per la vicinanza dei nonni. La pista ciclabile attesa da quarant’anni, fra Cremona e la frazione un tempo oasi di verde, boschi, rogge e di terreni agricoli, si farà, anzi i lavori partiranno quest’estate per il primo lotto e nel 2017 per il secondo dei tre lotti. Ma i bus non sono tutti attrezzati per i disabili, i residenti se ne vanno appena possono, dato che il valore delle case è svalutato ben più che nelle altre zone di Cremona. Si amplia ancora il gruppo Arvedi, che aumenta la produzione di acciaio, scorie e inertex dalle scorie nere, e il comitato di quartiere, con alcuni suoi esponenti, e diversi cittadini, chiede quali sono le compensazioni ambientali. Già. Luigi Frigoli insiste, ma non solo lui. Sesto avrà un tratto di ciclabile, Spinadesco un boschetto filtro, si farà anche una rotatoria per il traffico che aumenterà ma quanto non si sa: il Comune, annuncia l’assessore Alessia Manfredini, farà un monitoraggio. L’industriale Arvedi investe per Cremona in tanti modi, segnala il comitato di quartiere, ma per chi vive alla Cava che si fa? Tutto il paese appare impoverito di servizi. Il piano di risanamento acustico è stato eseguito, l’Arpa deve ancora verificarne i risultati, il sindaco sostiene che le segnalazioni dei residenti sono diminuite, ma alla polizia municipale non sono nemmeno arrivati i video dei cittadini che hanno filmato tempo fa i fumi che salgono dai camion carichi di scorie. Dall’ufficio protocollo ai vigili si sono smarriti i video. I fumi non saranno più fuggitivi: l’acciaieria sta facendo costruire un nuovo camino, che convoglierà e tratterà le emissioni dapprima libere, tanto che l’Arpa ha emesso una diffida. La dirigente Mara Pesaro il 23 giugno, nella prossima riunione dell’Osservatorio Arvedi, annuncerà un piano di monitoraggio delle sostanze chimiche presenti nell’aria della zona, a carico delle aziende. Alla fine rimane l’amarezza di molti residenti, specialmente di chi abita vicino al tubificio, escluso dal risanamento acustico. Alla Cava c’è chi non dorme di notte, chi non può tenere le finestre aperte, chi non vende la casa perché nessuno vuole abitare tra le ciminiere. Il sindaco ribadisce che occorre equilibrio fra ambiente, lavoro e sicurezza, che si farà la manutenzione della palestra, delle strade, della scuola. In tanti lo guardano perplessi: ma che vita è questa?

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