Via Riglio, Ecoplant propone un nuovo “mulino” di scorie per l’inceneritore

CREMONA Sorpresa durante la riunione dell’Osservatorio Arvedi di oggi pomeriggi nella sala del consiglio comunale. In via Riglio, nella frazione Cavatigozzi, è stato proposto alla Regione, da parte della società Ecoplant, un nuovo impianto per il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi, che produrrà CSS, ovvero combustibile solido secondario, per una quantità di 100mila tonnellate all’anno. Si tratta di scorie che derivano da sostanze non utilizzate come solventi. E’ una mazzata per il paese di Cavatigozzi in particolare, ma anche per Cremona, anche perché l’impianto di trattamento di rifiuti, se sarà autorizzato, produrrà combustile destinato all’inceneritore di via Antichi Budri, che di conseguenza potrebbe ampliare la propria attività anziché azzerarla, come chiede il mondo ambientalista e come l’amministrazione comunale ha programmato. La pratica, che prevede il recupero energetico delle scorie, è stata attivata pochi giorni fa e può essere scaricata dal sito della piattaforma Silvia della Regione Lombardia: ci sarà tempo per le osservazioni fino al 4 luglio, anche se da parte della Provincia e della Regione c’è disponibilità a prendere in considerazione i documenti critici presentati in ritardo. Aumenta di conseguenza, nell’area del canale navigabile, il numero di impianti inquinanti, sottoposti a valutazione d’impatto ambientale. Il nuovo impianto produrrà 15 tonnellate all’ora di combustile: sono previsti un deposito e una sorta di mulino che triturerà i rifiuti da trattare. La notizia del nuovo impianto è stata data a margine della riunione dell’Osservatorio, una commissione comunale dedicata al confronto fra l’acciaieria, le istituzioni, cittadini, associazioni e organi di controllo.Ancora una volta, per le associazioni ecologiste che intendono presentare osservazioni critiche, sarà necessaria una corsa contro il tempo. Non sono previste conferenze di servizi, dunque non ci saranno opportunità di confronto diretto, bensì solamente scambi di documenti. L’assessore comunale Alessia Manfredini ha annunciato che il Comune di Cremona chiederà alla società di presentare nuovi documenti per integrare la pratica. Sarà costruito un nuovo capannone, se sarà concessa l’autorizzazione, con all’interno sei box. La pubblica amministrazione dovrà valutare sia l’impatto dell’inquinamento atmosferico che l’inquinamento acustico, considerato il rumore che l’impianto produrrà.

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