Ecoplant, chi è la società che sorprende gli ambientalisti

Non è la prima sorpresa per il mondo ambientalista, che arriva ancora una volta a conoscenza della proposta di un impianto impattante di una società privata, la Ecoplant srl, soltanto pochi giorni prima del termine di scadenza per presentare le osservazioni. Ci sarà tempo fino al 4 luglio, fra due settimane: l’amministrazione provinciale considererà anche i documenti critici presentati in ritardo. Ci sarà tempo anche perché il Comune di Cremona, come ha annunciato l’assessore Alessia Manfredini, chiederà integrazioni alla società. La Ecoplant srl è nata il 4 febbraio di quest’anno: tre mesi dopo aveva già presentato il documento con cui propone il deposito di rifiuti speciali da trattare per la trasformazione in CSS, combustibile solido, destinato ad alimentare l’inceneritore di Cremona. La sede di Ecoplant è in via Riglio 21/D, l’attività è il trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi, i soci sono la società proprietaria al 60%, cioè il gruppo Marcello Gabana di Calcinato (Brescia), che lavora nel settore mobiliare, immobiliare, ambientale, nella gestione e trattamento rifiuti, e Cremona Ecologia Ambiente, cioè Crea, già insediata da anni in via Riglio, che detiene il 20% e gestisce reti fognarie, mentre l’altro socio minoritario al 20% è la bresciana Leonardo srl, di Chiari, attiva nella gestione delle holding. Il capitale sociale di Ecoplant è 50mila euro. Crea si trova di fronte a un deposito di Cremona Ecologia, che gestisce le scorie dell’acciaieria Arvedi. Quel che colpisce la galassia ecologista di Cremona è il possibile sorgere di un deposito di rifiuti accanto a un altro, per un’estensione che fa di via Riglio, lungo il canale navigabile, qualcosa di molto diverso dall’area agricola di un tempo.

Il gruppo Marcello Gabana, da quel che si apprende dal sito della società bresciana, è nato nel 2001, per investimenti mobiliari e immobiliari. Si è distinto per l’acquisizione dell’ex Consorzio Agrario di Ferrara, dove sorgono cinque capannoni industriali, una tettoia magazzino e altri edifici, ma soprattutto un progetto di riqualificazione dell’area con nuove costruzioni a destinazione commerciale e abitativa. Il settore immobiliare è stato il principale per la Marcello Gabana, che acquistava l’anno successivo,nel 2002, la società Immocri, oggi Gedit, che gestisce con le sue controllate un patrimonio immobiliare rilevante. E’ probabilmente la crisi del settore immobiliare a lanciare la spa di Marcello Gabana, tragicamente deceduto in un incidente nel 2009, anche nel settore della gestione dei rifiuti, oltre che nell’agroalimentare e nella logistica.L’impero di Marcello Gabana passa nelle mani della moglie Daniela Grandi, in un periodo più complicato. Daniela Grandi figura tra i tanti sostenitori dell’ex assessore regionale Franco Nicoli Cristiani, leader del Pdl bresciano: le idee politiche sono comunque libere, come anche le critiche degli ecologisti alla concentrazione di discariche in provincia di Brescia.

La Gelab fa parte del gruppo: è un laboratorio d’analisi per il monitoraggio nel settore ambiente, dal 2000. Nel 2010 consegue la certificazione Uni En Iso 9001:2008 per le analisi di microinquinanti e il monitoraggio di matrici ambientali. Ecoplant dunque è nata da pochi mesi ma è radicata in un gruppo consolidato con attività di rilievo in diversi settori.

Da una parte il trattamento di rifiuti speciali e il loro uso per il recupero energetico è un obiettivo che non sembra criticabile.  Si tratta di una delle frontiere del riciclo dei rifiuti. Il progetto sarà comunque valutato dal settore Ambiente dell’amministrazione provinciale. Le perplessità ecologiste derivano dal continuo ampliamento dell’area industriale di Cavatigozzi e dalla sempre maggiore presenza di discariche e impianti di trattamento rifiuti. Il vantaggio che dall’attività di Ecoplant ricaverà l’inceneritore di Cremona, di proprietà Lgh, alleatasi con la milanese-bresciana A2A (ancora in attesa del via libera di Antistrust  e Anac), è un dato che solleva già malumori.

 

 

 

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