Nuovo metanodotto a Cremona per la Green Oleo

CREMONA Ancora una volta un’analisi dettagliata ma solo urbanistica, senza che sia eseguita mai la valutazione dell’impatto ambientale complessivo dei metanodotti e degli stoccaggi di metano in provincia di Cremona, in città e nell’intera pianura padana. E’ la critica del movimento Notriv al modello di sviluppo economico, che dopo il referendum perso in primavera resta attuale, tanto più a Cremona città. La ditta chimica Green Oleo di via Bergamo ha infatti deciso di ricevere gas da un nuovo tratto di metanodotto della Snam. La conduttura avrà lunghezza di 700 metri, diametro di otto pollici e cinque atmosfere di pressione: la portata non è precisata nei documenti della conferenza dei servizi, che si è riunita in Provincia pochi giorni fa dov’è stata concessa la dichiarazione di pubblica utilità. Già l’area industriale di Cavatigozzi, che consuma più del doppio del metano dell’intera città, si è dotata di un nuovo metanodotto Snam di tre chilometri: tutt’altro che un caso isolato, visto che anche le aziende di Cremona e del Cremasco stanno rinnovando l’approvvigionamento di gas. Bagnolo Cremasco, lungo la Paullese, come Rivolta D’Adda, Credera, Agnadello, la zona di Sergnano: l’elenco s’allunga continuamente e l’effetto serra non viene messo in discussione, anche se è l’uso del metano, come sostengono le associazioni ambientaliste, a causare l’effetto serra e il surriscaldamento del pianeta più dell’anidride carbonica. Il Comune di Cremona, con un parere riferito al sindaco Galimberti, dà via libera con alcune prescrizioni; la vicina ditta Generale Gestioni pone dubbi sulla pubblica utilità e chiede maggiore attenzione al passaggio della conduttura sulla sua proprietà. Osservazioni anche da parte della Negroni, di proprietà della società Aia di Verona: l’immagine di Cremona cambia, dalla prevalenza dell’agroalimentare alla nuova industria tecnologica, in questo caso alla chimica specializzata con vocazione all’export. La Green Oleo fa parte dello stesso gruppo della Coim di Offanengo: ha avuto qualche problema per le emissioni di odori in via Bergamo per poi risolvere con nuovi sistemi di depurazione. La Soprintendenza ai beni archeologici di Milano, con una nota di Filippo Gambari, chiede attenzione ad eventuali reperti che potrebbero affiorare durante gli scavi. La grande assente è la questione ambientale. Eppure una quota del gas contenuto negli stoccaggi che si trovano in provincia viene riservata, tramite compravendita, proprio alle industrie. Tubi e grandi impianti fasciano ormai il territorio: di svolta ecologica non si parla proprio. Più che alle rinnovabili, Cremona resta legata all’energia da idrocarburi fossili.

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