Fate più debiti, tanto paghiamo noi

CREMONA Io non pago, faccio ricorso e ho una possibilità su due di non pagare. C’è anche chi ragiona così, come c’è chi falcidiato dalla crisi economica chiede assistenza, chi rateizza in 48 rate anziché 24, e chi, renitente pentito, vedendo arrivare i vigili assieme all’agenzia di riscossione Ica Abaco decide di mettersi in regola, ma l’ammontare dei crediti che l’agenzia di riscossione vorrebbe incassare dal 2002, cioè dai tempi della vecchia Loseri di via Fabio Filzi, è di circa 15 milioni di euro. E una parte è già nel libro dei sogni. L’immenso importo è già stato ridimensionato dal Comune negli ultimi anni, che ha messo a bilancio l’anno scorso solo otto milioni di crediti di dubbia esigibilità, soldi che la stessa amministrazione deve accantonare per necessità, per non rischiare ammanchi clamorosi. Gli otto milioni però stanno aumentando e l’assessore Maurizio Manzi ha dovuto ammetterlo in commissione Bilancio: “I crediti ci stanno abbastanza strozzando”. Infatti il totale degli insoluti sta salendo ben oltre gli otto milioni. Per introitare il dovuto, da sei mesi il Comune ha affiancato la municipale all’agenzia di riscossione, in modo da evitare anche l’apparenza della vessazione. Da gennaio ogni mese l’amministrazione riesce a incassare di più dai creditori, da 130mila a 260mila al mese in media, ma il pregresso è già oltre i dieci milioni. La crisi, alla fine, spesso la paga il Comune con i soldi dei contribuenti onesti. Per chi non ce la fa a rientrare, scatta il pignoramento di beni immobili (per lo più il televisore o beni di valore simile) e anche di pensioni e stipendi, con prelievi sui conti correnti. Da parte propria l’amministrazione è più veloce nel pagamento delle fatture e ormai rispetta i 60 giorni grazie a una maggiore disponibilità di cassa, ma è più lenta nell’incassare. Al 20 giugno il municipio ha rispetto il vincolo di finanza pubblica, che ha preso il posto del patto di stabilità. Sono già disponibili il 69% di tutte le spese di quest’anno, cioè 72 milioni su 104, ma solo il 61% delle entrate è già accertato, come ha confermato il ragioniere capo Paolo Viani nella sua relazione. Per ora, incassati i soldi dell’Imu, l’amministrazione procederà tranquilla fino a ottobre. Brividi in vista per l’anno prossimo: probabilmente bisognerà accantonare ben più di otto milioni, tolti dall’avanzo di amministrazione, che l’anno scorso era stato di 16. Così, gli uffici fanno i conti ogni due settimane per evitare qualunque spesa in eccesso. I contribuenti, quindi, rischiano di continuare a pagare due volte il prezzo della crisi senza veder scendere la pressione fiscale.

http://www.telecolor.net

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...