Ciclabile per Cavatigozzi, resta l’incubo dei reperti archeologici

“Meglio se non si fa nemmeno, a questo punto!” mormoravano i critici cavatigozzesi più sapidi. Invece si fa, anzi, la pista ciclabile Cremona-Cavatigozzi viene raccontata metro per metro dai comunicati dell’amministrazione, che implacabilmente si vendica senz’odio bensì con servizievole spirito. A chi altri può interessare che si collochi un cartello di segnaletica stradale e un senso unico alternato? L’automobilista se ne avvede anche se accaldato e conturbato dall’ozono perennemente poco sotto la soglia d’allerta. Si nota quindi una certa letizia nel comunicare e far sapere quella che appare ormai una kermesse di atti amministrativi.

Solo l’incubo del ritrovamento di reperti archeologici può inquietare l’amministrazione galimbertiana. Era quello uno dei problemi affiorati all’inizio dei lavori.

Il percorso probabilmente è stato deviato e se antichciclabilecavaperrifasanii consoli o manipoli di centurioni non risorgeranno in via Milano il ciclista procederà spedito e sicuro, nell’anno 2018, prima delle elezioni, con le sue due ruote fra Cremona e Cavatigozzi.

La foto non è riferita agli imminenti lavori, che iniziano oggi, bensì allo sfortunato conato dell’amministrazione Perri, nella campagna elettorale 2014, quando il cantiere, dopo il disboscamento iniziale, venne fermato.

 

 

 

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