Case popolari, aumenta la morosità. Virgilio: “Iniziamo le verifiche per capire i motivi”

Aumenta anche quest’anno il numero di chi non paga più il canone delle case comunali, e quel che colpisce è che si tratta dei canoni più bassi, quelli da venti o trenta euro. L’assessore Andrea Virgilio ha constatato che la percentuale dei morosi è salita leggermente, arrivando ormai tra il 15 e il 16%, cioè due punti in più rispetto al 2014. E’ un dato pesante, visto il 6% di una decina di anni fa segnalato dall’Aler da parte del vicepresidente Gianfranco Diamanti.

L’anno scorso risultavano 50mila euro in meno nelle casse del Comune, sul preventivo di un milione 340mila euro, il totale dei canoni che le 835 famiglie assegnatarie avrebbero dovuto versare. Una ventina di famiglie in più, a un primo calcolo, ha smesso di pagare il canone.

“Vorremmo capire perché – spiega l’assessore – nei prossimi tre mesi intendiamo contattare queste persone per comprendere la loro situazione e regolarci di conseguenza. Poiché la metà degli inquilini sono seguiti dai servizi sociali, l’amministrazione vuole capire se c’è solo inadempienza oppure una fragilità economica maggiore che in passato”. Le domande per l’assegnazione di un alloggio comunale sono molto numerose: almeno 700 persone a Cremona hanno presentato una domanda giudicata ammissibile, quindi il municipio, nel caso in cui ci siano morosità ingiustificate, preferisce revocare e riassegnare, e invece verificare il modo di sostenere chi intende mettersi in regola con i pagamenti. In tutti i casi, l’amministrazione non ha il semplice ruolo di padrone di casa, poiché per regolamento intende coinvolgere gli inquilini ad esempio nella gestione degli spazi comuni. Ci sono alcuni spazi comune comuni in degrado, ad esempio alcuni garage: l’amministrazione intende rimettere in ordine e ripulire. La gestione va regolata, l’assessore insiste su quest’obiettivo, ma la questione principale per la giunta è economica e sociale. C’è in gioco lo stato sociale nella misura in cui dipende dal Comune.

“Se il Comune perde il contatto con questo mondo è un problema grave”, Andrea Virgilio sa bene quanto disagio ci sia e quanto sia aumentato negli ultimi dieci anni. Dai primi anni duemila a oggi, la disoccupazione è raddoppiata, anche se è leggermente diminuita negli ultimi due anni. Negli ultimi vent’anni, la vita costa di più e il lavoro è diminuito. C’è più solitudine ed emarginazione, più immigrazione, più povertà di ogni genere. Il Comune di fronte a difficoltà così gravi non vuole e non può permettersi di comportarsi solo come cassiere o fare della semplice assistenza: su 835 famiglie, molte chiedono reinserimento, una possibilità in più, e tra chi non ha una casa comunale e rischia lo sfratto la domanda di aiuto è elevata.

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