Salvini, la bambola gonfiabile e l’art. 21

Il “buon costume” viene tutelato dall’art. 21 della Costituzione, che pone un limite alla libertà d’espressione e di stampa, e non per vietare soltanto la pornografia o l’ostentazione pubblica della sessualità. Le manifestazioni contrarie al buon costume sono vietate. Per “buon costume” s’intende un certo grado d’educazione diffusa tra la popolazione: il pudore mantiene nell’indefinito ciò che altri vorrebbero mostrare esplicitamente. Così il pudore viene considerato anche come senso dell’infinito o dell’indefinito, in filosofia morale. E’ questo l’alto significato dell’art. 21 della Costituzione. E’ il pudore nel rapporto tra finito e infinito: il finito non può sostituire l’infinito e viceversa, è il pudore nei confronti del lutto, dei fatti tragici, della violenza più efferata, il pudore in generale che viene tutelato per ragioni che vanno molto oltre il moralismo spicciolo. Garantire il rispetto reciproco fra persone e fare in modo che ci si relazioni di conseguenza è un obiettivo di civiltà. C’è chi non ritiene che siamo tutti uguali e che l’universalismo sia superato dalla storia. La Costituzione protegge però il pudore, senza impedire la libertà d’espressione e di critica politica: le stesse opinioni politiche non sono censurabili. Quindi il “capitano” della Lega Nord Matteo Salvini potrebbe riflettere dopo aver detto che quella bambola gonfiabile esibita sul palco della festa della Lega a Soncino sarebbe “una sosia della Boldrini”, presidente della Camera. C’è chi ha difeso Salvini sostenendo, alla radio, che la politica della Boldrini è “vuota”. Il Pd lombardo e della provincia di Cremona hanno bollato come “indecente” l’intervento di Salvini, il quale non si scusa proprio. E la presidente della Camera sostiene che nessuna donna va paragonata a una bambola gonfiabile e che la politica si fa con gli argomenti, per chi ne ha, non con le offese. La Costituzione non è un trattato, non è un testo sacro: anche in questo caso però fa pensare e aiuta a rivalutare il pudore, che tante volte è stato considerato solo in negativo, come un ostacolo, quando al contrario è imprescindibile.

Seguono i tre commi principali dell’art. 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

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