Così Cremona perde l’anima

 

 

CREMONA La debolezza politica del sindaco Gianluca Galimberti si fa sentire, in modo grave e pesante. L’attacco dell’architetto Michele De Crecchio è dei più decisi, anche perché ci sono in gioco le aspettative suscitate in campagna elettorale e il futuro di Cremona, che appare in balia dei poteri economici più forti. Si pensava infatti che il candidato Galimberti, se fosse stato eletto, avrebbe posto un freno agli insediamenti dei nuovi supermercati, medie strutture in particolare, già troppo numerosi, vista la nutrita presenza di centri commerciali attorno a Cremona. Invece il Comune, dopo il via libera a un Conad nella zona dell’ex Snum di via Giordano, e al polo I navigli lungo la tangenziale, ha venduto all’asta a una società privata bresciana (la Costruzioni Acqua Terra) un’area fra via Eridano e via Monviso.

Il prezzo è stato di 360mila euro: l’area, dove si trovano oggi alcuni capannoni e uno spazio asfaltato edificabile di 8.140 metri quadrati, potrà essere destinata alla logistica, al commercio all’ingrosso, ai negozi al dettaglio e anche alla media distribuzione. E’ vero che la direttiva europea Bolkestein, che ormai è legge nazionale dopo dieci anni, introduce una forte liberalizzazione, tuttavia il Comune di Parma è riuscito a vincere una causa al Tar dell’Emilia Romagna contro l’insediamento di un supermercato che intendeva vendere genere alimentari. La sentenza 110 di quest’anno del Tar di Parma ha sancito che la direttiva europea non può travolgere ogni forma di pianificazione urbanistica e ha dato ragione al Comune pochi mesi fa. Ecco perché De Crecchio accusa il sindaco di scarso coraggio: anzi l’intera giunta non vuole dirigere la pianificazione urbanistica, e anzi dimostra remissività, arrivando a lodare lo spontaneismo del mercato. E così, fra un via libera a una serie impressionante di supermercati, poi costretti a farsi una concorrenza particolarmente difficile, sindaco e giunta non hanno affatto modificato il piano di governo del territorio dell’ex assessore Malvezzi, che dava libertà di intervenire in centro storico. Lo stesso centro è in balia dell’iniziativa privata, salvato sinora soltanto dalla crisi del settore edilizio.

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