Turismo, Soncino surclassa Cremona

CREMONA Una supremazia imbarazzante per il Comune di Cremona, quella di Soncino, che con i mezzi e le risorse di un centro abitato dieci volte più piccolo ha ottenuto nei primi sette mesi di quest’anno un maggior numero di visitatori, per effetto di un lungo lavoro della Pro Loco e del municipio, malgrado, a Cremona, la continua insistenza del sindaco Gianluca Galimberti e dell’amministrazione sulla promozione turistica della città. A Soncino i biglietti staccati dalla Pro Loco durante gli eventi organizzati quest’anno sono 9.200, con un calo sull’anno scorso minore rispetto alla provincia e alla città di Cremona, anche perché le presenze risultano 25mila in sette mesi. Il borgo medievale, ai confini tra le province di Cremona, Brescia e Bergamo, ha investito sul genere fantasy e sui giochi di ruolo e vanta una tradizione di particolare impegno nel settore, tant’è vero che vent’anni, in tempi lontani dalla crisi, fa le presenze erano arrivate a 55mila in un anno, dato che potrebbe essere avvicinato in questi anni. Cremona non ha un punto di riferimento unitario come la Pro Loco e nemmeno ha puntato su un progetto integrato di promozione. Le visite allo Iat, l’ufficio comunale Informazione e accoglienza dei turisti, che si trova in piazza Duomo, ha registrato solo 17mila visitatori quest’anno, fra italiani e stranieri. Cremona scende e Mantova, futuro faro dell’area vasta, segna dei picchi di crescita, come anche la Lombardia. Tra le proposte dell’esperta di promozione turistica Claudia Cremonesi, che pure ha incontrato il sindaco a inizio mandate, c’è anche la diffusione di un questionario, per capire quali sono le reali motivazioni e i desideri dei turisti. Cremona non riesce ancora a identificarsi in un simbolo valido per tutti, divisa tra liuteria, gastronomia, dolci, attrazioni naturalistiche, monumenti e il Comune non fa sintesi, senza però mai ammettere la difficoltà. Peggio di Cremona fa certamente la maglia nera regionale Pavia, privilegiata dai visitatori, purtroppo, per motivi sanitari. La città universitaria non riesce più ad affascinare i viaggiatori volontari. Cremona guarda alla prossima festa del torrone, in un’estate avara, in controtendenza negativa rispetto alla Lombardia e all’Italia.

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