Via Santa Croce come il Bronx

Sono passati dieci anni e il cantiere di via Santa Croce è ancora fermo e in condizioni sempre peggiori. Negli ultimi giorni un residente degli alloggi comunali ha notato un individuo che usciva dall’edificio portando via alcune mattonelle. E’ stato rubato tutto il possibile da uno stabile che stava per essere ristrutturato, e che col tempo è diventato invece dormitorio per persone senza fissa dimora e poi obiettivo dei ladri. La ditta napoletana Socim, di San Sebastiano al Vesuvio, ha lavorato per grandi industrie, aziende sanitarie ed enti pubblici di tutta Italia, incappando però nella disavventura che l’ha condotta a vincere una causa contro l’Aler, condannata a pagare un risarcimento di 134mila euro, ritenuti non sufficienti dai napoletani che hanno presentato ricorso in appello per ottenere ancora di più. Nel frattempo la situazione della via è stata segnalata sia al Comune che al comitato di quartiere di Sant’Ambrogio, oltre che alle forze dell’ordine: carabinieri e polizia locale hanno intensificato la sorveglianza.

Sono stati notati malviventi arrampicarsi lungo le grondaie ed entrare negli appartamenti, si sono presentati finti operai dell’azienda del gas, che hanno sottratto 300 euro a un’anziana signora, col pretesto di una manutenzione. E non sempre i residenti sporgono denuncia. Non sono tentativi di furti di biciclette sventati dai proprietari o dai vicini di casa. In fondo alla via, che confina con i binari, c’è uno spiazzo e un passaggio verso un piazzale, che in qualche occasione ha consentito la fuga, vista anche la vicinanza di via Ghinaglia e via Milano. Le Ferrovie hanno chiuso il pericoloso transito, dalla via ai binari. Il cantiere intanto è in sfacelo, colmo di resti e detriti, rifiuti, cadente e dall’aspetto inquietante. E dire che in passato il passaggio fra l’edificio e i binari era aperto, fino ad arrivare a una falegnameria. Il piano dei lavori dell’Aler continua a prevedere la conclusione del cantiere: l’ultima decisione dipende però dalla magistratura civile. Accanto, il Comune ha sistemato il tetto di un edificio destinato alle case popolari: le richieste di manutenzione, in altre palazzine comunali vicine, sono continue. Il guano dei piccioni in alcuni punti crea cumuli consistenti.

3 risposte a "Via Santa Croce come il Bronx"

  1. Trovo interessane l’articolo. Trovo invece il titolo, sempre presente nel video offensivo. Non so su cosa basate il vostro confronto ma il Bronx è di più che il messaggio negativo ripetuto a nausea. Magari date una sbirciata a questo sito http://www.ilovethebronx.com/ lo troverete educativo.

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    1. Viene riferito un modo di dire diffuso: nessuno vuole offendere il Bronx quando sostiene che “questo è un Bronx” o “qui è come nel Bronx”. E’ la segnalazione di un disagio causato dai comportamenti criminali, non dai cittadini di New York come tali

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  2. South Bronx
    Situato a nord di New York, di fronte Rikers Island e al borough del Queens, da cui è diviso dall’East River; il South Bronx non ha dei confini ben delimitati. I quartieri di Tremont, University Heights, Highbridge, Morrisania, Soundview, Hunts Point e Castle Hill, sono normalmente considerati parte di esso.
    Il South Bronx era un’area di dimensioni molto ridotte che si estendeva dall’estremità meridionale del borough fino alla 149ª strada. A causa dell’improvviso incremento demografico ed urbanistico, unito ad una diffusa povertà, il quartiere divenne una delle aree più violente e degradate di New York a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 del XX secolo, tanto da far divenire il toponimo generico “Bronx” (che identifica l’intero borough) come sinonimo di quartiere pericoloso e degradato per antonomasia. Tuttavia, un rinnovamento urbano ed una parziale ripresa dell’area ad inizio anni ’80, in cui si sono anche sviluppati i fenomeni artistici del graffitismo, dell’hip hop e della breakdance, hanno migliorato la situazione del quartiere che rimane comunque una delle aree a maggior densità criminale dell’area urbana newyorkese.

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