Ferragosto, l’odore proveniva dall’acciaieria Arvedi

La fastidiosa ondata di odore che ha invaso Cremona nei giorni di Ferragosto proveniva dall’acciaieria Arvedi, come ha constatato l’Arpa, che ha riconosciuto la puzza simile a plastica bruciata anche nella propria sede di via S. Maria in Betlem. Non pochi cremonesi, anche nelle sedi comunali, sono stati investiti dall’inquinamento olfattivo ma non hanno riconosciuto la fonte. Il comitato di quartiere di Cavatigozzi ha chiesto ai cittadini di segnalare e chiedere verifiche, senza aspettare che lo facciano gli altri. In questi giorni a Trieste, dove i problemi sono decisamente più pesanti e purtroppo hanno una lunga storia, il sindaco Dipiazza sta combattendo duramente contro la Ferriera di Servola: sarà forse per rivalità verso la presidente della Regione Serracchiani o forse per una scelta radicale. Qui interessa notare che il quieto vivere facendo finta di nulla non è l’unico atteggiamento possibile.

 

 

 

L’ondata di odori molesti causata dall’acciaieria Arvedi a Ferragosto, nei giorni di lunedì e martedì mattina, è stata sentita anche a Cremona, sospinta dal vento che soffiava da Cavatigozzi verso il centro storico. Gli stessi dipendenti dell’Arpa hanno percepito il fastidioso odore nella loro sede di via Santa Maria in Betlem, prima di recarsi nell’industria di via Acquaviva, a Cavatigozzi, per verificare il fatto e le cause, ma secondo diverse testimonianze l’odore ha colpito anche chi abita dalle parti dell’Esselunga, come in zona Po e piazza Cadorna, sino a via San Rocco, vicino all’inceneritore. Un dipendente comunale, il sindacalista Giorgio Salami, era in bicicletta e ha riconosciuto l’odore già altre volte in centro storico. Ha fatto una segnalazione anche la dirigente dell’Area Vasta Mara Pesaro. In via Bergamo si è pensato che la puzza, simile a plastica bruciata, arrivasse dalla Green Oleo, che invece ha rimediato all’inquinamento olfattivo già tempo fa: i commenti si sono moltiplicati via internet, molti non hanno riconosciuto la causa. Il gruppo ispettivo dell’Arpa ha raccolto informazioni sulla riaccensione degli impianti dopo la pausa estivi: è emerso che il preriscaldo delle siviere del forno 2 è iniziato sin dalle 8 del mattino di Ferragosto ed è proseguito fino a martedì mattina, al momento dell’ispezione. Martedì 16 sono state messe in preriscaldamento anche le siviere del forno 1, con un impatto olfattivo ancora più potente, segnalato dal comitato di quartiere di Cavatigozzi e percepito anche dai cittadini di Cremona. Nella notte fra lunedì e martedì c’è stato un problema di alte temperature al sistema di trattamento dei fumi, che dovevano essere convogliati al camino E11. Per chiarire l’accaduto, il gruppo ispettivo dell’Arpa ha acquisito copia della carta dei controlli e del registro di conduzione del reparto di preriscaldo siviere dell’acciaieria. La versione dell’azienda è che il sistema di abbattimento dei fumi è stato temporaneamente meno efficiente e che il problema è stato rapidamente risolto. Il comitato di quartiere stamattina ha invitato i residenti e segnalare i disagi tempestivamente, chiamando innanzitutto la polizia locale del Comune. L’Arpa poi, sulla base dei dati della centralina, ha constatato che il vento ha soffiato da Spinadesco a Cavatigozzi a Cremona fra le sette e le nove della sera di martedì 16: poi le masse d’aria sono ristagnate sulla città che ha così conosciuto l’amara esperienza dell’inquinamento olfattivo patita più volte dagli abitanti di Cavatigozzi e Spinadesco.

http://www.telecolor.net

19 agosto 2016

 

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