Incubo amianto, il sindaco innervosito impugna l’alabarda della retorica

 

Il sindaco è inquieto. La fascia tricolore appare turbata da un incubo: le truppe dei critici di ventura assediano palazzo comunale, cercando di conquistare punti d’appoggio negli intertistizi più fragili tra competenze dei tecnici, ansie soggettivistiche e sensate richieste di sicurezza, indirizzi politici e labirinti comunicativi. Galimberti sfodera persino l’alabarda della retorica, il punto esclamativo in un titolo che contrasta l’allarmismo facendone tuttavia cassa di risonanza. Invoca un “fronte comune”, forse ispirato da una religiosità civile, ma certo non necesssario: per togliere l’amianto dal tetto di una palestra scolastica – come non parlare della primaria Trento Trieste? – è sufficiente compiere la bonifica. Fortunatamente il dirigente comunale Ruggero Carletti spiega che esiste amianto nella scuola Trento Trieste (ne avevo dato notizia circa due anni fa riprendendo un’indicazione di Ivano Bonoldi), che la fibra killer non è pericolosa in quel contesto, perché non può diffondersi liberamente nell’atmosfera, e che comunque la bonifica si farà a scuola chiusa, senza presenza di alunni, come richiesto da Antonella Franchi e Ivano Bonoldi (Ona onlus), appellatisi alle norme nazionali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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