Amianto, alla Trento Trieste lezioni prima della bonifica

Si farà lezione per due giorni, domani e venerdì, mentre l’amianto resterà ancora dov’è da quarant’anni, in quel tetto della palestra, sui quei 70 metri quadrati mai bonificati.

Già negli anni scorsi alcuni genitori hanno chiesto chiarimenti – qualcuno ha anche scritto al dirigente scolastico –  ricevendo rassicurazioni sulla mancanza di pericolo. “Ora però, dopo tanti anni, la bonifica appare urgente. Qual è allora il vero rischio corso dai bambini in passato?”. E’ solo una delle domande poste ieri in un’assemblea vivace. Invece da domani si andrà a scuola anche alla Trento Trieste, all’angolo di via Palestro: il dirigente scolastico Poli ha concesso l’interdizione del cortile e la chiusura delle finestre: queste le misure precauzionali. La bonifica si farà sabato mattina, in assenza di alunni. Non c’erano ieri sera esponenti dell’Ats, autorità sanitaria che non ha dato la prescrizione di chiudere la scuola prima della bonifica, e non c’era nemmeno il sindaco, rappresentato dagli assessori Maura Ruggeri (vice) e Andrea Virgilio (Patrimonio). Presente, senza intervenire, l’assessore all’ambiente Alessia Manfredini. L’Ona Onlus, ieri rappresentata da Danilo Dilda e Ivano Bonoldi, ha chiesto la chiusura della scuola fino al termine della bonifica, e anche un monitoraggio ambientale da compiere prima e dopo l’asportazione dell’amianto, per verificare l’eventuale presenza di fibre di amianto nell’aria che circola in palestra e nel cortile. Il dirigente comunale Ruggero Carletti ha dichiarato di poter richiedere già oggi alla ditta Micro-B campionamenti e analisi ambientali prima e dopo la bonifica. Proprio Carletti ha ribadito l’assunzione di responsabilità: ha dichiarato che il pericolo non c’è, che l’Ats non ha dato prescrizione di chiudere la scuola, che c’era pericolo semmai alla scuola Miglioli, già bonificata. Non è eternit in stato di degrado, non si sta disfacendo e disperdendo nell’aria, è strutturalmente separato dall’interno della palestra. C’è però un buco nell’eternit: è però un foro causato accidentalmente, una frattura, non un cedimento della lastra. All’interno della palestra penetra l’acqua piovana, ma senza contatto col tetto d’eternit. Dunque il pericolo non c’è: chi prima della bonifica passerà vicino alla palestra non sarà esposto alla fibra killer. L’Ats ha prescritto la chiusura delle finestre per chi abita nell’ala del condominio di via Bertesi che guarda verso la palestra: nessuna prescrizione che riguardi il corpo dell’edificio scolastico.

La preoccupazione di molti genitori però è grande, nonostante le spiegazioni. Il rischio quindi è che i primi due giorni di scuola si svolgano con un buon numero di banchi vuoti. Sarebbe un segnale della lacerazione tra istituzioni e cittadini.

 

 

 

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