Trasporti, settembre inizia male: le Frecce bianche diventano rosse

 

La lettera aperta del comitato viaggiatori e pendolari lombardi diffusa stamattina accusa Trenord di un’autentica débâcle ai danni dei lavoratori. In Lombardia sono stati soppressi 416 treni al giorno, il 18% del totale, secondo i dati di Legambiente e così chi ha viaggiato sui convogli superstiti ha dovuto fare i conti con la “manifesta incapacità di gestione del piano ferie” di Trenord, che ha concentrato le vacanze dei suoi dipendenti proprio nel periodo agostano, come avveniva ai tempi del boom economico, quando l’Italia intera chiudeva. Alla ripresa della routine quotidiana, in questi giorni, l’assessore regionale Alessandro Sorte e l’amministratore delegato Cinzia Farisè si ritrovano il conto presentato dai rappresentanti dei pendolari, che chiedono spiegazioni non solo del piano ferie ma anche della gestione, parlando di risultati fallimentari visti i numerosi ritardi e soppressioni di corse, anche a causa di cantieri che potevano essere gestiti diversamente. Il rischio ora sono nuovi disagi, dato che vengono soppresse le Frecce Bianche, in vista dell’apertura dell’alta velocità sulla Torino-Milano-Venezia. L’effetto sarà che fra Treviglio e Brescia non si potrà più viaggiare con l’abbonamento regionale sulle frecce, che inoltre applicheranno tariffe più alte del 30%, perché diventano rosse. Dario Balotta, di Legambiente trasporti Lombardia, nota che l’integrazione fra treni e bus rimane una bella promessa. Le agenzie di bacino della mobilità infatti sono state presentate nel 2012 da Roberto Formigoni come protagoniste di una vera e propria rivoluzione, promettendo riduzione tariffaria, razionalizzazione delle spese, integrazione ferro-gomma. Il servizio bus doveva diventare europeo, introducendo il controllo del servizio da parte delle agenzie di bacino e subentrando alle Province. Il continuo pungolo del controllo avrebbe dovuto far migliorare le società dei bus. L’agenzia Cremona-Mantova, invece, attivatasi quest’anno, non ha ancora il piano di bacino, poiché Mantova, diversamente da Cremona, affida direttamente il servizio al gestore invece di bandire una gara pubblica. La sinergia ferro-gomma è ancora limitata: la stessa Regione Lombardia non ha ancora partecipato ad alcuna riunione. I disagi continuano e quel che invocano i viaggiatori, cioè il controllo della gestione di treni e bus, con la possibilità di sanzionare e correggere le scelte dei gestori, appare ancora lontano.

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