Palazzo Grasselli verso la rinascita

Non sarà la Cremona dei giovani, delle nuove forme di creatività, ma delle masterclass e dell’alta formazione professionale in palazzi di grande fascino e valore storico e architettonico. La ristrutturazione del gioiello del patrimonio comunale nasconde l’insidia di una città che riesce sì a intraprendere la via di una lunga e faticosa ripresa, senza tuttavia aprirsi alle nuove generazioni, per rifugiarsi nel sostegno della borghesia e delle alte professionalità: il pericolo è l’esclusione, la lacerazione tra Comune e ceti deboli, che pure si sono riconosciuti nella campagna elettorale del centrosinistra.

 

Il Comune gioca la carta più prestigiosa dell’intero patrimonio disponibile, palazzo Grasselli, puntando su una rinnovata identità culturale per rilanciare la città di Cremona, attrarre turisti e potenziare l’alta formazione professionale. La donazione al patrimonio municipale, vincolata alle caratteristiche estetiche e alle finalità culturali, risale a dieci anni fa. Vendere il prestigioso lascito di via Venti Settembre, dietro il duomo, era il sogno proibito della giunta Perri, freddata tre anni fa dalla Soprintendenza. L’industriale Mario Lameri di San Bassano aveva manifestato interesse per l’acquisto: si parlava di quattro milioni di euro, una soluzione che sembrava miracolosa per dare ossigeno al bilancio comunale sconvolto dai tagli dello Stato proprio negli anni più crudi della crisi economica. Non se ne fece nulla per il diniego della Soprintendenza e così tutt’ora alcuni appartamenti sono abitati in vista di una nuova sistemazione. Mentre l’andamento dell’economia resta incerto e la spesa per il welfare viene aumentata, il centrosinistra prepara il colpo di scena: entro la fine del mese sarà presentato il progetto per il recupero, che potrà essere realizzato se l’intervento sarà premiato da un bando Cariplo, il cui esito sarà noto entro la fine dell’anno. Il progetto si è avvalso della collaborazione del Politecnico di Milano. Palazzo Grasselli è stato tolto dal piano delle alienazioni e, una volta rinato grazie a nuove attività, non minaccerà più di enormi spese di manutenzione il Comune né rischierà un degrado pericoloso. Già la giunta Corada, poco dopo la donazione del 2006, spese 800mila euro per sistemare i tetti. Ora l’interesse proviene da altri privati, che potranno trasferire nel palazzo seicentesco la loro sede. In via Venti Settembre potranno così svolgersi masterclass nel settore musicale, per direttori d’orchestra, essere organizzati convegni e concerti, trovare riferimento il mondo dell’alta formazione professionale. Andrà rifatto l’impianto di riscaldamento: ristrutturazione rilevante, che l’assessore Andrea Virgilio considera come uno dei propulsori dell’attività edilizia, in grande difficoltà sul territorio. Un investimento che rafforza l’anima moderata del centrosinistra, che guarda alla borghesia per la rinascita. Cremona così non sarà la città dei giovani e dell’innovazione culturale, ma continuerà a rispecchiarsi nella tradizione liutaria. Per questo i cinque stelle, con Lucia Lanfredi, propongono un uso differenziato del palazzo, per renderlo più aperto ai cittadini, nel rispetto della destinazione vincolata.

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