Il ritorno dell’Innominato

Chiunque segua le cronache pugliesi del quotidiano “La Repubblica” ha potuto leggere l’articolo uscito lo scorso 10 settembre. Cronaca giudiziaria, nella quale si parla di commercio dell’acciaio e comportamenti illeciti, al punto da indurre il gip di Taranto Carriere ad arrestare ai domiciliari un imprenditore di Isola Dovarese, Luigi Fantini, e un ragioniere commercialista di Taranto. Il link è il seguente

http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/09/10/news/taranto_truffa_acciaio-147486347/

Il testo dell’articolo di Repubblica parla anche dell’acciaieria Arvedi, avendo trovato questo riferimento nel testo dell’ordinanza di custodia cautelare, documento che si riferisce anche ad altre due acciaierie, nelle provincie di Cuneo e Pordenone. L’acciaieria Arvedi non è indagata né accusata di nulla. “La Repubblica”, per quel che si può immaginare, ha chiesto spiegazioni e l’industria siderurgica cremonese ha inviato una nota nella quale spiega di non aver ricevuto alcuna comunicazione dalla Procura di Taranto, nemmeno una richiesta di documenti. Non ci sono ipotesi di reato a carico di Arvedi. L’acciaieria cremonese sostiene di essere stata nominata nell’ordinanza di custodia cautelare in seguito a una semplice ipotesi da parte del gip, non supportata da dati di fatto.

Che vengano commessi illeciti di questo genere preoccupa per vari motivi: innanzitutto Taranto è stata a lungo la capitale della produzione di acciaio e il governo cerca di far tornare l’Ilva all’attività precedente, superando i problemi d’impatto ambientale, molto forti anche a causa della vicinanza delle case. Arvedi fa parte di una delle due cordate che intendono acquistare l’Ilva e ha un ruolo di primo piano nel mercato italiano e internazionale. La curiosità non può mancare, ma curiosità non significa pregiudizio né sospetto di una complicità di cui nemmeno si può parlare, alla luce dei fatti. Il cavaliere della Repubblica Giovanni Arvedi mantiene la sua reputazione intatta. Sarà semmai la conclusione dell’inchiesta a far capire che cos’è successo. Il reato ipotizzato è frode fiscale mediante il commercio di coil d’acciaio in nero, con la copertura di fatture false emesse da società non operative o nemmeno esistenti. Non è stata pagata l’Iva per un miliardo e 700mila euro.

Sul giornale “La Provincia di Cremona”, stamattina, non viene nemmeno nominato Arvedi. Si parla solo di commercio dell’acciaio a Cremona.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...