Crisi e chiusure di negozi, il centro storico soffre

Sfoghi sui siti internet, lacrime e momenti di disperazione. Un commerciante di corso Garibaldi ha scritto: “Stamattina il cassetto è vuoto. Il centro è deserto, non si può andare avanti così. Amministrazione comunale: fate qualcosa”. Si avvicina l’evento principale: dal 19 al 27 novembre la Festa del Torrone invaderà vie e piazze con 250 iniziative di vario genere, tra giochi, spettacoli ed eventi, oltre alle bancarelle, ma il via vai di pubblico non porta clienti. Un altro negoziante però ha notato che “un evento simile concentra le spese in una settimana, e per chi vende beni di una certa durata il risultato è solo lo spostamento degli utili da un mese all’altro: a fine anno il bilancio non cambia”. Lamentele che circolano spesso in modo anonimo, per non creare tensioni col Comune, dato che la crisi del centro storico continua così implacabile che non ci si permette il lusso della polemica. Un altro negoziante, in piazza Roma, dichiara che una serie di eventi numerosi e diversi, slegati da un progetto comune, aumenta le passeggiate ma non i clienti. Per altri ci vorrebbe una Festa del Torrone che dura un anno intero: da soli non si va avanti. E si aggiungono anche i contributi versati spontaneamente alle Botteghe del Centro – anche 180 euro, se non di più per i Giovedì d’estate con altri contributi per lo Sbaracco – nella speranza di un vantaggio economico spesso per la sola sopravvivenza dell’attività, considerato il prezzo dell’affitto e le spese per le forniture. Cremona langue e c’è chi polemizza, come l’esperta di promozione turistica Claudia Cremonesi che ha indicato una serie di modelli italiani ed europei: l’esempio è Malaga, che in pochi anni ha creato un festival del cinema grazie ad Antonio Banderas. Cremona invece nemmeno con Ugo Tognazzi è riuscita a unire le forze e crescere. La stessa liuteria, per quanto pregiata, non ha generato alcuna crescita diffusa. L’assessore Barbara Manfredini, da parte sua, ha sempre insistito sul successo delle molteplici iniziative del Comune, e ha portato spettacoli anche nella frazione San Felice, oltre che in largo Boccaccino e corso Garibaldi. La crisi comunque non perdona. Negli ultimi tempi hanno alzato bandiera bianca i negozi di abbigliamento per l’infanzia: hanno chiuso Prenatal in corso Mazzini e Z in corso Campi, come anche Blue Kids in piazza Stradivari, vicino al Comune. Cambia gestione Primigi. In centro, malgrado il minimo storico dei matrimoni, si nota il rilancio di negozi di abiti da sposa.

http://www.telecolor.net

24 settembre 2016

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