Stoccaggio di Co2 “sconsigliabile” per gli scienziati

Telecolor ha dedicato un servizio nel telegiornale di ieri: utilizzo le stesse clip per dare la possibilità di ascoltare alcuni interventi della serata del 23 settembre all’ex filanda di Soncino. Emanuele Cavalli, geologo, mostra un documento scientifico che sconsiglia la realizzazione dello stoccaggio di Co2, per il motivo che viene detto. Ccs è la siglia della tecnico di cattura e stoccaggio di Co2.

 

 

Lo stoccaggio Co2, se sarà realizzato, si estenderà per 1.500 km quadrati su territorio di cinque provincie, compreso il terreno del futuro pozzo Fontanella a Soncino, località Bosco Vecchio. Il pozzo fa parte del permesso di ricerca Calcio, sul quale Aldo Villagrossi, Giacomo Cangini ed Enrico Duranti hanno scritto un documento di osservazioni (il link è questo), che viene inviato al ministero dell’ambiente e che, compilando il modulo trivelle-osservazioni-modulo-condivisione-soncino-mod-adesionei_fontanella01, può essere sottoscritto e sostenuto da chi lo desidera. Tutti possono presentare osservazioni al ministero.

Le osservazioni soncinesi individuano subito un bersaglio centrale: lo studio d’impatto ambientale arriva dopo, quando i programmi economici sono stati già definiti, come se si trattasse di una fastidiosa appendice burocratica. Aggiungo che le politiche ambientali non possono essere confinate in un settore (ad esempio misurando le pm10 per poter determinare il blocco del traffico), quando gli altri settori non combattono le varie forme di inquinamento da parte di industrie, aziende agricole, comportamenti quotidiani dei cittadini (ad es. viaggi in auto su percorsi molto brevi). Occorrerebbe coniugare economia e ambiente, come molti auspicano.

Succede però il contrario. Da tanti anni lo Stato italiano, e non è certo l’unico, persiste nelle strategie volte a una maggiore autosufficienza energetica, autorizzando stoccaggi e ricerca di idrocarburi. Sono stoccaggi utili però alla compravendita internazionale e alla speculazione: se le forniture di gas si fermassero, gli stoccaggi garantirebbero un’autonomia di poche settimane. Si può quindi dire che non ne vale la pena, dato che si corre un rischio sismico e si occupa territorio che era destinato all’agricoltura: meglio coltivazioni di qualità che stoccaggi, lo si può sostenere.

 

 

 

 

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