Cremona sporca e violenta, ma non ci sarà più sorveglianza

Che malinconia quei gradini di palazzo comunale dall’intonazione sentimentale del lercio! Si potrebbe sopportare ad interim, se non s’abbinassero aggressioni, atti di violenza e criminalità in centro, e vari episodi d’inciviltà. Giorgio Everet (Forza Italia) ha segnalato un problema sentito, perché la sensazione che Cremona si lasci andare dilaga, fra privatizzazioni e incuria. 

Sembra di sentire una descrizione del modello Roma eppure si tratta di Cremona, che si trova in “pieno stato di abbandono”, in preda a un degrado devastante e a comportamenti ai limiti della barbarie imperante, fra sporcizia disseminata sul suolo pubblico, scritte oscene sui muri, furti e aggressioni, e persino gente che usa i giardini pubblici di piazza Roma al posto dei servizi igienici, e che è pronta persino a usare nello stesso modo i muri delle pubbliche vie. Una latrina, ecco che cos’è il centro storico nelle parole di Giorgio Everet, l’alfiere di Forza Italia che oggi in consiglio comunale ha chiesto di dedicare a ciascun quartiere un vigile fisso, sempre presente, per ridare dignità e decoro al centro cittadino, vista “l’assoluta incapacità del Comune di presidiare piazza Roma”. L’ex casetta del custode, che è diventata da pochi giorni la sede del comitato di quartiere Centro, viene tenuta chiusa a chiave per il timore che entrino ladri o tossicodipendenti, come ha sottolineato Everet, perché di sicurezza non ce n’è. E poi si ritrovano i vigili impegnati a scrivere sui loro blocchetti i dati delle automobili per dare multe ai cittadini, non per farli sentire più protetti. Reazione indignata dai banchi della giunta: il codice della strada va rispettato, il decoro del centro storico non può essere un pretesto per concedere una sfrenata libertà di guida e di parcheggio selvaggio. Barbara Manfredini, l’assessore alla polizia locale, prorompe in un’arringa a difesa dei vigili: parlano i dati annuali, con quelle 7mila pattuglie sul territorio comunale, 26mila richieste di intervento gestite, 51 telecamere di videosorveglianza. E poi? Sembra che ci sia un vigile ovunque: quasi 2000 i contatti con i cittadini nelle periferie, 360 punti di ascolto nei quartieri periferici, 800 controlli nei parchi pubblici, ma anche 450 ore di lezione nelle scuole. E il vigile di quartiere è già dedicato al territorio. Tra vigili urbani e cittadini il legame è stretto, lo dicono molti dati statistici, per Everet però è anche troppo stretto, visti i sei milioni di euro che il Comune ha già messo a bilancio e che la polizia locale deve per forza incassare, con una serie di multe. “Trasferite dalla Provincia degli agenti, non ci si limiti solo a impiegati e segretarie”, Everet incalza. Quello che desidera il consigliere di centrodestra è una maggiore sorveglianza: “Le vostre statistiche vanno divise per le ore di attività ogni giorno nei quartieri. Non ho nulla contro i vigili, ma va criticato il Comune che mette a bilancio tutti quei ricavi da sanzioni”. Quando Cremona tornerà più pulita? La domanda prende forza tra i residenti, stanchi delle biciclette appoggiate ovunque, dei marciapiedi resi scivolosi dalla sporcizia, dall’odore sgradevole che si sente diffuso ovunque. Everet chiede più ore nei quartieri, non per multare ma segnalare, e la richiesta è respinta. Nel frattempo Barbara Manfredini spiega che sono in corso confronti sulle prassi positive dei vigili fra Cremona Lodi Mantova: per quanto si impegnino i vigili, il richiamo sembra rivolgersi a tutti i cittadini.

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