La scuola si fa coi supplenti

La scuola è iniziata da 15 giorni, chi manca all’appello però non sono gli studenti ma i professori. Infatti non è stato possibile assegnare tutte le cattedre e ora il compito di colmare i vuoti spetterà ai dirigenti scolastici. E c’è un rischio, segnalato dalla  Cgil e dalla Cisl. Non si trovano insegnanti con la competenza specifica nelle materie scientifiche: chi farà lezione di matematica? Che laurea avrà il professore di biologia? Non si trovano docenti nemmeno in geografia economica. All’Itis Torriani non si sa chi insegnerà informatica. Tra nuove lauree e riforme scolastiche, nel corso degli anni, s’è perso il raccordo. L’anno scorso la stessa materia, alle superiori, è stata insegnata anche da tre supplenti diversi, fra settembre e giugno, che fosse inglese o diritto. Ieri alle convocazioni, presso l’ufficio scolastico provinciale, non si sono presentati docenti in numero sufficiente. E così, malgrado la grandi promesse della riforma della “buona scuola”, ci sono addirittura 162 cattedre vacanti negli istituti superiori e altre 71 nelle medie della provincia di Cremona.  Non si trovano insegnanti di sostegno: se ne cercano 62 nelle superiori e ben 93 nelle medie. Nella primaria ci sono 100 posti liberi per il sostegno: incarichi che però toccheranno a insegnanti senza la specializzazione prevista. Ancora una volta bisognerà affidarsi alla buona volontà, alla responsabilità di chi si prepara comunque, ma la paura che si ripetano i disagi dell’anno scorso sta diventando ancora una volta certezza.

Al disastro delle cattedre deserte si aggiunge lo scontro fra Cremona e Crema per la riorganizzazione degli istituti scolastici, in ciascuno dei due ambiti scolastici, prevista dalla riforma della pubblica amministrazione. E non mancano falchi e colombe nei contrapposti schieramenti. Ieri in consiglio comunale a Cremona Luigi Lipara, consigliere del Pd, ha presentato una mozione per sollecitare il sindaco Galimberti e la giunta a definire un piano razionale e coerente, secondo le necessità dell’autonomia scolastica. La vicesindaco Maura Ruggeri ha risposto che sono ancora in corso valutazioni e confronti. Crema vuole dividere da Cremona le sedi di Pandino e Crema dell’istituto agrario Stanga, Cremona si oppone. La soluzione non è ancora stata trovata. La decisione toccherà a un’istituzione che potrebbe essere cancellata dal referendum costituzionale e che comunque deciderà: l’amministrazione provinciale. Il Comune di Cremona, da parte sua, fa sapere che il gradimento dei genitori per i nidi e le scuole d’infanzia comunali è elevato.

 

27.9.2016

tratto da http://www.telecolor.net

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...