Voto nei quartieri, Sos da Borgo Loreto

Fiumi di soldi passano accanto ai cittadini del quartiere Borgo Loreto – in buona parte in stato di grave disagio economico e sociale – denaro per oltre dieci milioni di euro speso in sottopassi ferroviari e non per creare lavoro per i disoccupati né sostenere il weelfare. Eliminare i passaggi a livello era doveroso, dopo tante proteste per le lunghe code di autoveicoli in attesa di treni merci, ma il prezzo è stato molto elevato. Il desiderio di sicurezza, di posti di lavoro per disoccupati e di una migliore gestione del verde, oltre al bisogno di assistenza e di servizi sociali, hannno spinto un maggior numero di cittadini a votare per il rinnovo del comitato direttivo del quartiere.

 

 

Scarsa partecipazione, ancora una volta alle elezioni per il rinnovo dei direttivi di quartiere del Cambonino, di Borgo Loreto, Boschetto e San Felice, dove i votanti sono stati solamente 360 su oltre 10mila abitanti. Una delusione per il Comune, che ha infittito le iniziative di informazione con una serie di incontri nelle ultime settimane, ottenendo però risultati simili a quattro anni fa. Si è votato soprattutto a Borgo Loreto, che spicca con i suoi 179 elettori, aumentati di 70 rispetto alle elezioni precedenti. Secondo le prime reazioni è un segnale mandato al Comune, visto il numero elevato di persone in condizione di fragilità economica e sociale: gli anziani e i disabili sono numerosi e anche gli immigrati, ma l’amministrazione ha preferito investire milioni di euro per i sottopassi ferroviari, proprio negli anni in cui la crisi economica ha fatto partire numerose richieste di aiuto dagli alloggi popolari.

 

Dopo Silvia Belicchi, il più votato è Giuseppe Ballestriero, con 68 preferenze, l’unico a essersi ricandidato nel direttivo uscente. Dopo lo scrutinio pubblico, concluso stamattina in largo Carelli, dove si trovano i nuovi uffici dei servizi sociali, Ballestriero ha auspicato che il Comune si impegni di più per il quartiere, viste le palazzine popolari in cattive condizioni, e i problemi legati alla sicurezza. Nella scuola Stradivari ancora non è stata sistemata la palestra, dopo il crollo del controsoffitto tre anni fa. Lamentele anche per la gestione del verde, da parte di un nuovo eletto, Amedeo Lauritti, che si batte da tempo per l’inserimento delle persone disagiate nelle cooperative sociali di tipo B, criticando l’assessore Mauro Platé che non applica le norme europee. C’è troppa povertà e troppa disoccupazione nel quartiere, come anche a San Felice e San Savino, dove il Comune prevede la più grande lottizzazione privata della storia, per 300mila metri quadrati su via Mantova, anche se l’amministrazione provinciale ha segnalato il rischio idraulico e gli allagamenti delle cantine sono da anni la norma. Frazioni povere, San Felice e San Savino, dove l’Aler ha subito molte critiche e il Comune ha investito per un altro sovrappasso ferroviario, concesso un mercato rionale e avviato lavori di manutenzione per gli alloggi sociali. Nemmeno 100 gli elettori nelle due frazioni: Nicola Pini, con 35 preferenze, e Maurizio Rizzi i più votati. Molte le proteste ma scarsa partecipazione anche al Cambonino (113 voti), per la difficile integrazione con gli immigrati e i problemi della raccolta differenziata: Antonio Croci il più votato. Al Maristella, inoltre, stasera si terrà un incontro con la polizia locale per attivare il controllo del vicinato. L’esigenza di maggiore sicurezza caratterizza ormai tutti i quartieri, dopo tanti furti nelle case.

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