Gara rifiuti nel caos, società in house nemmeno considerata

inceneritoreDa due anni Crema, tramite la sua società patrimoniale Scrp, che rappresenta 48 Comuni, tenta di indire il bando di gara per la gestione dei rifiuti, senza riuscirci a causa della mancanza di accordo fra Comuni, dei dubbi e delle proteste di una decina di sindaci. In gioco c’è un appalto da 150 milioni di euro per la gestione decennale della raccolta dei rifiuti. Già due Comuni sono usciti da Scrp: Palazzo Pignano e Trescore, confinanti tra loro ed entrambi sotto il segno del Carroccio, che  hanno lanciato ciascuno la propria gara, senza accordarsi tra loro. Nel frattempo il panorama è cambiato: A2A si è alleata anche con Crema e molti sindaci chiedono un appalto assolutamente chiaro e senza ombre. L’amministrazione e la politica devono essere ben distinte ma in questo caso s’intrecciano: il presidente di Scrp Aldo Moro e il gruppo dirigente non hanno ancora reso pubblicato il bando. Il sindaco di Crema Stefania Bonaldi ha ipotizzato un pronunciamento del consiglio comunale, per coinvolgere tutte le forze politiche nella stessa presa di posizione, allo scopo di garantire la massima trasparenza. Non è certo però che sia un obiettivo possibile, dato che i dati della gara non possono essere pubblicati prima del bando, considerando anche i dieci sindaci che chiedono di azzerare il procedimento e di ripartire da capo, anche se la patrimoniale insiste e rimanda il bando, un’altra volta, alla primavera prossima. Altra iniziativa possibile sarebbe una delibera dell’assemblea dei sindaci di Scrp, ammesso che l’accordo mai trovato spunti all’improvviso. I sindaci hanno ricevuto la sintesi di due pagine riferita a un regolamento di 78, mai visto. Il sindaco di Casale Antonio Grassi da parte sua tempesta di domande Scrp e l’opinione pubblica dicendo che viene chiesto un atto di fede e che non c’è trasparenza. In questi giorni poi Alessandro Boldi, dei cinque stelle, ha accolto la richiesta di Alberto Torazzi, della Lega, e convocherà la commissione comunale di Garanzia, invocata anche da Simone Beretta di Forza Italia. Risultano ai sindaci poco chiare, da quello che trapela, le spese per le consulenze, gli eventuali conflitti di interesse, i costi. Rifondazione Comunista ha proposto il modello di Padania Acque: gestione in house, dunque, come a Lodi, dove prima dell’accordo con A2a la società dei rifiuti è stata sfilata e resa indipendente. La società pubblica è prevista dall’Unione europea e del tutto in linea con le norme, ma il Pd di Crema ha preferito A2A. Piergiuseppe Bettenzoli e Andrea Serena ripropongono il modello pubblico, che sta funzionando nel settore idrico eppure è stato accantonato.

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3 ottobre 2016

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