C’è più vita nel deserto

deserto

CREMONA Il report annuale diffuso stamattina dal servizio statistica dell’amministrazione provinciale rivela il dato più temuto: diminuiscono le iscrizioni nelle scuole d’infanzia, ben 455 in meno in provincia di Cremona (il calo è del 5%) su un totale di nemmeno novemila, precisamente 8.960. Negli anni scorsi ci si divideva sul primato della scuola, pubblica o privata, ora il rischio è che diminuisca il numero delle sezioni e delle scuole, che quindi nel corso degli anni, peggiorando la tendenza già in corso, potranno essere accorpate. Il motivo è che sono diminuiti i bambini residenti e che nemmeno la presenza degli immigrati (il 22%, cioè 1.932) contiene il crollo demografico. Il Comune di Cremona, con una serie di interventi della vicesindaco Maura Ruggeri, ha vantato il dato della dispersione scolastica, che si arresta al 7%, ma da un’amministrazione all’altra il calo demografico continua da anni e anzi il Documento unico di programmazione appena approvato dall’amministrazione segnala che la tendenza continuerà. Il numero medio di figli per donna, a Cremona, è sotto la soglia di 1.5, lontano da 2, che è il livello necessario per il ricambio generazionale a parità di abitanti. In città nascono solo otto bambini ogni mille abitanti: la metà rispetto agli anni Sessanta. Il numero di abitanti si è stabilizzato da qualche anno sopra i 70mila grazie all’innalzamento dell’età media e all’immigrazione. Nella fascia d’età fra 0 e 14 anni, gli stranieri residenti sono più di un quarto del totale: i matrimoni sono al minimo storico, circa 200, come la fertilità. Le donne in età fertile, fra dieci anni, saranno un terzo in meno. Dunque il calo delle nascite proseguirà, secondo le previsioni del Comune.

Dall’analisi statistica della popolazione scolastica risulta che Cremona rimane il polo scolastico principale, con oltre 7.600 studenti negli istituti superiori cittadini sul totale provinciale di oltre 16mila, superando di alcune centinaia di iscritti Crema. Casalmaggiore non arriva a 800 iscritti alle medie superiori; Soresina, Pandino e Soncino sono fermi a un centinaio. Gli studenti preferiscono ancora i licei, che richiamano il 43% degli iscritti: gli istituti tecnici rappresentano il 36% e le scuole professionali solo il 21%. Le professioni intellettuali rimangono le più ambite.

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