“L’anima della città” viene accettata secondo la regola del silenzio

“L’anima della città”, il mega-violino alto otto metri situato ormai davanti alla stazione ferroviaria, viene accettata con una delibera di giunta schematica anzi stringata ma non scabra, perché sarebbe eccessivo riconoscerle sia un’espressività accuratamente evitata, senza vantaggio quindi per l’evoluzione dei sistemi comunicativi, sia la presenza di alcune informazioni di cui taluni invece vanno sitibondi.

monaci
Gruppo di monaci il cui silenzio, dovuto all’obbedienza della Regola che hanno scelto, ricorda alcuni comportamenti della giunta comunale

Ce lo si domanda, quanti euro richiederà ogni anno la manutenzione, qual è il valore economico dell’opera, che ha comportato costi al donatore, la ditta Steel Color, quant’è costato il progetto dell’architetto Giorgio Palù, e soprattutto qual è il giudizio della giunta Galimberti sull’opera stessa e la sua collocazione, appetto la statua dell’Eroe dei due mondi. C’è insomma spesa pubblica? Non è forse stata spostata una telecamera di videosorveglianza? E Linea.com quanto spende? In realtà i componenti della giunta hanno visto la statua del Palù, pensato e ponderato un giudizio ma quale? Non l’hanno mai scritto, nemmeno con sintesi ermetica, né hanno disseminato tracce allusive. Dal sindaco ci si aspetterebbe un’argomentazione deduttiva, nello stile scientifico che gli dovrebbe essere proprio e cui invece rinuncia, trascinato dalla sua viscerale propensione a farsi promotore di Cremona. Il sindaco si è pronunciato durante l’inaugurazione del monumento, come anche l’assessore Barbara Manfredini.

La delibera afferma che i costi della donazione sono a carico del donatore, che il monumento è un “violino stilizzato”. Pare che insomma l’obiettivo sia il risparmio di parole e concetti. Si viene a sapere che l’atto di donazione è redatto dal notaio Manera di Soresina. Le motivazioni sono laconiche, eccole:

La Società Steel Color S.p.A. e l’Arch. Giorgio Palù, in qualità rispettivamente di realizzatore e progettista dell’opera, hanno proposto la donazione al Comune di Cremona di una scultura rappresentante un violino stilizzato denominato “L’anima della città”.
La scultura, realizzata completamente in acciaio, troverà collocazione presso i giardini di Piazza della Stazione, così come precedentemente stabilito dalla stessa Amministrazione Comunale nella seduta di Giunta Comunale del 12 agosto 2015. La stessa società si farà carico di tutte le spese derivanti dalla realizzazione dell’opera, dei costi intellettuali, nonché dei costi relativi alla donazione al Comune di Cremona.
Sulla collocazione dell’opera in questione il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha espresso parere favorevole in data 27 gennaio 2016 (vedi nota Percorso Istruttorio)

Lampeggia il rimando alla seduta di giunta del 12 agosto 2015, quando però il comitato di quartiere non aveva ancora scritto alcuna lettera e una parte dei cittadini non si era espressa. Donatore e accettatore del dono hanno deciso senza però che chi ha a che fare ogni giorno con il dono si sia potuto pronunciare per tempo. Nessun coinvolgimento dei cittadini: ancora una volta parlare di partecipazione non si può parlare. Nemmeno la commissione Paesaggio del Comune si è potuta esprimere. Il Ministero ha voce in capitolo, così come naturalmente la giunta che però sceglie la regola del silenzio: tra gli attori i cittadini non ci sono, possono solo stare al di qua del palcoscenico. Per applaudire o disapprovare, eventualmente perché la piazza della stazione viene notevolmente modificata. Il centrosinistra non ha fatto partecipare i cittadini in alcun modo, ancora una volta.

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