Secondo trimestre, in provincia cresce la cassa integrazione

17 ottobre 2016

Dopo i dati positivi sull’occupazione, resi noti dall’amministrazione provinciale e riferiti all’intero 2015, la tendenza quest’anno si è invertita e i dati di flusso del secondo trimestre confermano i segnali d’incertezza. Secondo l’indagine congiunturale della Regione, di Unioncamere Lombardia e Confindustria Lombardia, i saldi occupazionali in provincia di Cremona peggiorano in tutti i comparti, cresce la cassa integrazione e le aspettative degli imprenditori sono di un ulteriore peggioramento, malgrado i segnali positivi venuti dall’artigianato e dal settore dei servizi, che comunque non recuperano la grande perdita di posti di lavoro che si calcola dal 2011 e arriva ad oltre il 10%. Il dato della cassa integrazione ordinaria, per Cremona, è stato consistente tra aprile e giugno e vale un aumento del 47% su base annua, mentre contemporaneamente in tutta la Lombardia si registra un calo del 12%. I settori più colpiti sono principalmente la meccanica, la lavorazione dei minerali non metalliferi e il commercio. E si tratta soprattutto di cassa straordinaria per quasi 700mila ore in tre mesi, più che raddoppiata su base annua. Cresce però anche la cassa integrazione ordinaria.

Non fa sorridere nemmeno la statistica sulle comunicazioni obbligatorie sulle assunzioni e le cessazioni del lavoro inviate dalle aziende ai centri per l’impiego. Nel secondo trimestre di quest’anno gli avviamenti sono stati 9.358, in calo del 6,6%. Il saldo fra avviamenti e cessazioni e quasi nullo, in lieve peggioramento rispetto all’anno scorso. Soltanto nel comparto industriale Cremona supera la media regionale, per quel che riguarda gli avviamenti al lavoro: nell’agricoltura e nel settore dei servizi Cremona va peggio.

Il 2015, sulla base delle statistiche Istat, era stato un anno di leggera ripresa: risultavano in provincia tremila assunzioni in più con contratto a tempo indeterminato rispetto al 2014, senza un aumento sensibile dell’occupazione, se non rispetto al 2013, contando duemila occupati in più, con una crescita dell’1.4%. Le nuove assunzioni erano soprattutto donne. Il tasso di disoccupazione era a fine 2015 al 6,9%, migliorato ma ancora doppio rispetto alla fine degli anni 90, quando la disoccupazione era su livelli fisiologici. Gli ultimi dati invertono però la tendenza del 2015: così il report pubblicato dalla Camera di commercio di piazza Stradivari si conclude con il tono pessimistico delle previsioni degli imprenditori.

 

http://www.telecolor.net

 

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