Quando il Comune fa partecipare il cittadino

C’è un momento ben preciso in cui il Comune, organo dello Stato, viene a cercare il cittadino, si cura di lui, lo cerca, anche fisicamente, ne chiede anzi pretende la partecipazione: è il momento dell’ufficio entrate, il Destino, il Fato eterno, la sorte indiscutibile del contribuente, pagare, anche con le sanzioni e gli interessi di mora, ma comunque pagare. Esaurito questo compito, lo Stato se ne va soddisfatto, e il cittadino può sentirsi felice, col portafoglio più leggero, per forza, ma felice di di aver compiuto il proprio dovere.

CREMONA L’ufficio entrate del Comune ha stanato un’evasione fiscale, accertata nei primi nove mesi di quest’anno, pari a due milioni di euro sul bilancio di quest’anno. L’effetto principale, oltre all’equità, è l’ampliamento della platea dei contribuenti, nella speranza che un giorno possano mai calare le tasse perché tutti le pagano. L’unità di staff economico-finanziaria e fiscale, diretta da Mario Vescovi, ha calcolato un importo superiore alle previsioni dell’anno scorso, quando si parlava di un milione di mezzo di evasione annua, e in linea con i calcoli più aggiornati di marzo. Riscuotere però è complicato. Un vero guaio per il Comune, che fatica a far quadrare il bilancio e garantire i servizi, ma chi sta peggio è quella parte di contribuenti che non riesce a mettersi in regola perché rimasta senza lavoro. I vigili urbani aiutano da alcuni mesi l’agenzia di riscossione, tentando di arrivare ad accordi e rateizzazioni, con un risultato positivo, col caso estremo del pignoramento, ad esempio del televisore. L’ufficio entrate si avvale anche di uno specifico servizio tecnologico che smaschera gli evasori incrociando i dati. Il dramma però è che l’evasione – che sia forzata dalla crisi o causata dalla pigrizia dei contribuenti – continua. Il Comune tra il primo gennaio e il 30 settembre, secondo una prima serie di dati ancora non completi, ha emesso più di tremila avvisi di pagamento, che prevedono anche sanzione e interessi di mora. E sono spesso tasse fantasma, che ormai non esistono più o hanno cambiato nome, fra grandi proclami dei governi, mentre alcuni contribuenti non hanno ancora pagato le tasse vecchie in attesa di vedersela con quelle nuove. Gli arretrati sull’Imu sono il capitolo principale: 1.130 avvisi per un totale di 885mila euro. La Tassa rifiuti è evasa da 979 persone, che devono 460mila euro al Comune. C’è chi deve ancora pagare la vecchia Tarsu e sono 534 cittadini che dovranno versare 280mila euro. In 660 a Cremona non pagano la Tasi, tassa sui servizi indivisibili, per un ammanco di 121mila euro. Ha meno evasori l’Ici: solo 59 che sono debitori, tutti quanti, di meno di 26mila euro. Dati che contrastano con quelli dell’agenzia delle entrate, che ha classificato Cremona fra i territori più obbedienti d’Italia. Le cose cambiano spostandosi poche centinaia di metri, da Corso Vittorio Emanuele II a palazzo comunale dove il monitoraggio sulla riscossione è diventata una delle attività di primo piano. Al 10 settembre l’incasso dei crediti fiscali ha fruttato un milione e 445mila euro: un terzo più dell’anno scorso e due terzi più di due anni fa.

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