Il ministro dell’Ambiente non va da Arvedi ma al convegno sulle nutrie

“Il modello di successo della Provincia di Cremona nel controllo delle nutrie – Salvaguardare la biodiversità senza ideologie” è il titolo del convegno di lunedì alle 17.45 a palazzo Cittanova, con intervento finale del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e organizzazione a cura della fondazione Una, da non confondere con l’associazione Una, che ha invece difeso le nutrie, che meritano di essere chiamate col loro nome: sono castorini. Interverranno i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole, per sostenere legittime ragioni, ampiamente condivise.

Non so però in che senso si possa parlare di successo dell’amministrazione provinciale di Cremona nel controllo delle nutrie: il piano provinciale, correlato a quello regionale, da parecchi anni richiede spese di un certo rilievo ma che si tratti di attività efficace è controverso. Allarmi, proteste e discussioni non sono finite. Un equilibrio comunque si può trovare, senza stragi dolorose di castorini, animali incolpevoli, demonizzati oltre misura.

Di ambiente si potrebbe parlare domani mattina in sala Rodi, in occasione del convegno sul futuro della siderurgia italiana, in particolare sull’Ilva di Taranto, con la partecipazione dell’industriale Giovanni Arvedi. Lunedì al Cittanova ci sarà Francesca Pontiggia (Pd), domani mattina l’organizzazione è dell’ex deputato Marco Pezzoni (sinistra Pd, ex deputato e anima di Cremona Futuro). Domani mattina interverrà però il presidente della commissione Industria Massimo Mucchetti (Pd): si parlerà di industria, probabilmente, non troppo di ambiente.

L’ambiente potrebbe essere il filo conduttore per un’economia nuova, una vera svolta che aiuti anche a creare lavoro. Pare invece che i settori restano separati: che le politiche ambientali siano confinate in un angolo, ben delimitato dalle leggi, mentre la politica economica ha ben altri punti di riferimento. A questa separazione dei settori è bene opporsi. La pianura padana non ha i problemi dell’Armenia, dove una lastra d’amianto non fa notizia, ma è una delle zone più inquinate del mondo. Un segnale prezioso sarebbe una politica ispirata sempre, in ogni settore, dalla tutela della salute e dell’ambiente. Un segnale che viste le promesse forse non arriverà da Cremona, in queste settimane di intensa propaganda per il referendum costituzionale.

 

 

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