Piscina, Platé prosciuga le polemiche

CREMONA Rinunciare all’autosufficienza per entrare in varie forme nelle più disparate forme di alleanze territoriali, anche con soggetti privati, è una scelta strategica del Comune destinata a ripetersi ad ogni opportunità. Dall’area vasta all’Ats con Mantova ad A2A lo schema si ripete e si conferma, secondo una tendenza incoraggiata dalle politiche governative. A proprio modo la futura selezione pubblica per la gestione privata della piscina conferma la regola: grandi proteste delle realtà locali, come le cinque società di nuoto presentatesi con i cartelli durante l’ultimo consiglio comunale, l’altro ieri, e pesante percezione di perdita di potere politico e amministrativo.

La giunta Galimberti sfida a viso aperto ogni critica: per Andrea Virgilio la gara pubblica è segnale di legalità e trasparenza, allo scopo di “rifiutare con determinazione battaglie corporative”, delle stesse società canottieri. Per Virgilio bisogna “evitare la melassa e l’assenza di decisioni di questi anni”: la scelta della gara pubblica è segno di forza, non di debolezza dell’amministrazione. L’assessore allo sport Mauro Platé in consiglio comunale ha giudicato false le informazioni contenute dall’ordine del giorno di Maria Vittoria Ceraso, capogruppo di Obiettivo Cremona con Perri, e ha attaccato frontalmente la gestione della piscina, perché la Federazione italiana nuoto ha applicato tariffe molto superiori a quelle stabilite dal Comune. L’amministrazione infatti ha deciso che la tariffa è 8 euro l’ora più Iva, ma la Fin ha applicato ben 55 euro l’ora a corsia per corsi preagonistici, a carattere commerciale e non agonistico. Il Comune non ne è stato informato. Platé sostiene che basterebbe solo questo dato a dimostrare che la convenzione tra municipio e la Federazione può cessare. Non c’è inoltre valore pubblico nell’affittare spazi per uso commerciale: chi viene penalizzato sono proprio i cittadini. Non è scontato poi che la Fin sia un soggetto pubblico cui concedere l’affidamento diretto, anzi ci sono sentenze del Tar che affermano il contrario. Per la piscina la selezione pubblica è insomma una necessità, che non però non comporta un Project financing ma un Project di servizi. Spiegazioni date da Mauro Platé che però non soddisfano minoranze e società di nuoto, perché l’assessore continua a non considerare i notevoli miglioramenti apportati dalla gestione della Fin sin da luglio. La giunta ha sottolineato la necessità di indire una selezione pubblica: una decisione che viene considerata come un via libera a Sport Management, anche se il centrosinistra di Galimberti parla di una riqualificazione di tutto il comparto, di rilevanti migliorie in arrivo e di tutele per le società locali.

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