Provincia al voto senza dibattito, in nome delle infrastrutture

Aggressività conservatrice dell’ente Provincia, che stringe le fila attorno al Pd e al suo dirigente Massimo Placchi (coordinatore funzionale con interim fresco fresco al Patrimonio) e senza alcun dibattito va alle urne per un programma fatto di cantieri edili, manutenzioni di scuole e rinnovate infrastrutture. Fra le scuole, ce n’è una particolare: l’acciaieria Arvedi che necessita di riqualificata viabilità.

CREMONA Le prossime elezioni provinciali, per quanto domenica 6 novembre dalle 8 alle 20 possano votare solo sindaci e consiglieri comunali nella sede di corso Vittorio Emanuele II, preoccupano non pochi ambientalisti sia per il programma della lista che candida Davide Viola del Pd, candidato presidente largamente favorito, che per il ruolo che l’ente sta garantendo con un’impressionante conferma delle scelte strategiche di Massimiliano Salini, centrodestra, oggi europarlamentare. La continuità rispetto agli ultimi due anni è rivendicata dal segretario provinciale Pd Matteo Piloni in una lettera agli iscritti del 18 ottobre, che si richiama all’ex presidente Carlo Vezzini, che però non ha compiuto inversioni di tendenza. A sua volta Davide Viola in una lettera a tutti gli amministratori comunali (cioè gli elettori)…

… sottolinea di essersi occupato soprattutto di seguire gli aspetti economici e finanziari legati al bilancio. Mette i brividi il silenzio sull’ambiente, in un assordante mancanza di dibattito con il centrodestra, che si è spaccato in due liste senza candidato presidente, condannandosi così alla sconfitta: in una lista ci sono gli uomini forti dei partiti storici, come Gianni Rossoni, Paolo Abruzzi e Marcello Ventura, nell’altra i battitori liberi come Alberto Sisti e Giuseppe Lanzanova di Soncino. L’assenza di conflittualità dimostra la convergenza sul programma da realizzare come Provincia o come Area vasta, comunque vada il referendum costituzionale. Infatti il Piano triennale delle opere pubbliche è stato approvato senza discussioni: lavori per 40 milioni, molte le manutenzioni straordinarie degli edifici scolastici, costruzione della nuova sede del liceo classico di Crema in via Piacenza, oltre a una serie di infrastrutture fra le quali dominano il rinnovato ponte sull’Adda per 18 milioni, a completare il raddoppio della Paullese, e strategicamente mezzo milione per il raddoppio della Codognese, a servizio dell’ampliamento dell’area industriale di Cavatigozzi. La spaccatura tra Cremona e Crema si risolve così. L’elenco dei lavori che non è stato possibile finanziare sono rotatorie e tangenziali, a confermare il modello di economia fondata sull’edilizia e l’asfalto. Il dirigente ad interim del settore Patrimonio è Massimo Placchi, coordinatore trasversale dell’ente Provincia, già direttore generale del Comune di Cremona durante l’era Perri. L’ente Provincia stringe le fila, investe sui poteri economici esistenti, autorizzando biogas a raffica per gli agricoltori che se le possono permettere, e preparandosi se possibile a inaugurare il cantiere dell’autostrada per Mantova.

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