Pm10 a quota 65; siamo in una macchia rossa che si cerca di nascondere

La politica ha perso la capacità di porre i problemi più seri. Le polveri sottili pm10 ieri erano segnalate dall’Arpa a quota 53 e oggi a 65, sempre riferite al giorno precedente. Il meteo stabile e la mancanza di vento favoriscono le concentrazioni inquinanti, che sono prodotte dal sistema economico che vige indisturbato da parecchi anni, mentre la classe dirigente, in gran parte, era discretamente ottimista e non considerava il problema. Oggi l’indice di qualità dell’aria dell’Arpa segna “mediocre”, ma l’Oms raccomanda una soglia molto inferiore a quella di 50 microgrammi al metro cubo, scelta dalla politica europea.

 

macchia-rossa-piu-grande

Ci sono troppi decessi prematuri a causa delle polveri, forse 200 a Cremona. Il potere inquinante di automobili, caldaie, stufe, industrie, sostanze usate in agricoltura come l’ammoniaca, eccetera, non è stato considerato per tempo, quando scelte lungimiranti avrebbero oggi allietato i nostri polmoni, e oggi le informazioni sull’ambiente arrivano col contagocce, sommerse da messaggi positivi del Comune di Cremona e della Regione e del Governo, che ci fanno sapere che arriva l’auto elettrica, che saranno tolti i permessi di circolazione ai veicoli inquinanti e così via. Alessia Manfredini, dopo tante battaglie condotte quando era all’opposizione, da assessore insiste nel pensare positivo sotto una pioggia di polveri sottili, non solo pm10 ma anche pm 2.5 (troppo alte) e polveri ultrafini neanche misurate perché Nostra Signora Tecnologia non vuole o non può. L’assessore all’ambiente lo sa che c’è un dramma, in quella macchia rossa che sulle mappe dell’Arpa ricopre Cremona da anni (AmbienteScienze e Benito Fiori insistono da tempo su questo dato), però “guarda avanti”. E invece la critica verso il sistema economico non va spuntata perché la stessa lotta contro l’effetto serra, sancita dall’accordo Cop21 di Parigi, è in mano a poteri economici molto forti, che preparano per noi stoccaggi sotterranei di C02 vicino a sorgenti sismogeniche, come a Soncino. Mentre i monitoraggi sono diventati più raffinati, il numero delle auto in circolazione è aumentato in modo rilevante, e sono spesso veicoli di dimensioni chiaramente maggiori. L’andamento dell’economia non aiuta l’ambiente. Il Comune di Cremona ha saputo richiamare drammaticamente l’attenzione forse solo sul debito dell’Aem (la sua partecipata principale), poi risanata con un abile spostamento di capitali che si traduce, fra l’altro, in un impegnativo investimento di Padania Acque. L’aria è malsana, eppure dal 2012, come si nota nella foto pubblicata sul sito dell’Arpa, i dati non sono aggiornati. Il dato giornaliero è ancora negativo: non siamo ancora arrivati a 35 giorni di sforamento annui, grazie al meteo. Certo un Comune può far poco e la stessa pubblica amministrazione non basta, è vero, ma diventa più forte se pone degli obiettivi seri e gravi come la salute. La macchia rossa intanto resta dov’è.

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