Crema, gara rifiuti, raddoppia il fronte della protesta

L’uomo forte di Scrp, Pietro Moro, apprezzato dal Pd e dal sindaco di Crema Stefania Bonaldi, va avanti sicuro e ai sindaci che chiedono informazioni sulla gara d’appalto del servizio igiene ambientale nei loro Comuni viene risposto che non possono accedere ai dati e ai documenti. Situazione paradossale, tipica degli inaspriti e verticistici centri di potere contemporanei, così riottosi e insensibili alla trasparenza: otto sindaci hanno protestato con una lettera aperta.

 

CREMA Raddoppia il fronte dei sindaci che protestano per il modo con cui viene bandita la gara d’appalto del servizio di igiene ambientale, che dovrebbe svolgersi tra pochi mesi. Le firme non sono più quattro ma otto in calce alla lettera aperta, che porta la stessa data, dell’altro ieri, entro cui dovevano essere presentate le eventuali osservazioni alla società patrimoniale Scrp, che funge da stazione appaltante. E appare una sfida: “E se più Comuni decidessero di abbandonare la gara?” Faccenda complicata, dato che tra i sindaci non allineati appare ora anche Gabriele Gallina di Soncino, oltre a Davide Bettinelli di Chieve, Luca Critistiani di Casaletto, Nicola Marani di Salvirola, Paolo Palladini di Vailate, Attilio Polla di Romanengo, Ernenstino Sassi di Ricengo e Antonio Grassi di Casale.

Scrp ha fatto sapere infatti che il costo del servizio sale in alcuni Comuni e non in altri: la conseguenza lamentata dalle amministrazioni locali è che alcuni sindaci si troveranno ad alzare la Tari e altri ad abbassarla senza sapere perché, dato che la stazione appaltante non rende noti i dati disaggregati, per non turbare la gara. Così gli uomini in fascia tricolore possono obiettare che il codice dei contratti pubblici prevede il contrario: che cioè nella fase del dialogo preliminare si possa discutere di tutti gli aspetti della gara. Pietro Moro, il presidente di Scrp, però ha sostenuto che il dialogo è competitivo, e quindi rivelare informazioni prima della pubblicazione del bando sarebbe un danno. Nemmeno i sindaci quindi possono sapere quale importo mettere a bilancio il costo del servizio. Moro ha consigliato di confermare la somma del 2016, e ai sindaci non resterà che far approvare un bilancio che con un dato incerto. La documentazione mandata da Moro ai 52 Comuni soci non contiene le risposte tanto attese, anzi ogni sindaco ha ricevuto solo una sintesi del bando, e così si ritrova a partecipare per atto di fede, alla cieca, senza sapere se e perché dovrà aumentare la tassa. La giustificazione di Scrp è la solidarietà territoriale, alla quale però il gruppo degli otto crede poco, in assenza di spiegazioni precise. Anzi, chi protesta lamenta che verrà penalizzato proprio chi si era sforzato di ottenere condizioni migliori da Linea Gestioni nella gara precedente, adottando comportamenti virtuosi, come una migliore differenziata. Ora che succederà? Arrivano tagli orizzontali per favorire alcuni a danno di altri? La confusione è enorme e la diffidenza aumenta. Impossibile inoltre l’accesso agli atti. E dire che il codice dei contratti prevede massima accessibilità a tutela dei diritti dei cittadini. Pietro Moro, sostenuto dal Comune di Crema e dal sindaco Stefania Bonaldi (Pd), però non cambia linea.

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