Elezioni provinciali, il funerale della democrazia

E’ la prefigurazione della politica podestarile che si vedrà nel futuro prossimo, già tratteggiata dal dpr 194 del 12 settembre, oltre che dall’Italicum e dalla legge elettorale dei Comuni. Altri vedono in questo spopolamento dei seggi l’aspro effetto del verticismo autoritario del governo calato sugli enti locali. Da Fabio Bertusi (Forza Italia) e alla sinistra i commenti convergono. Molti sindaci e consiglieri comunali – gli unici aventi diritto di voto – però sono andati a votare ieri, anche chi non è d’accordo con l’unico candidato presidente, Davide Viola (Pd), nella speranza di far valere il proprio voto nel confronto con l’amministrazione.

Cremona Tre liste, due di centrodestra una di centrosinistra, un solo candidato presidente, Davide Viola del Pd. Alle elezioni provinciali oggi hanno votato solo i sindaci e i consiglieri comunali: 1316 aventi diritto di voto in tutto su 360mila abitanti, con 438 votanti su oltre 700 in uno dei seggi attorno alle 16, in una cerimonia che secondo commenti raccolti da destra a sinistra sembra il funerale della democrazia e della politica, senza dibattito, senza presentazione di programmi, anche se l’amministrazione provinciale è in grado di presentare un piano di opere pubbliche da oltre 40 milioni di euro.

L’occasione per ricompattarsi l’ha persa il centrodestra, che si è diviso in due liste, nessuna delle quali però caratterizzata in modo preciso. La possibilità di misurarsi a un mese dal referendum costituzionale è svanita. Secondo una delle versioni, Forza Italia non ha manifestato disponibilità a incontrare gli altri partiti, già d’accordo per tentare di costruire una linea comune. E per Fabio Bertusi, di Forza Italia, si vede oggi quel che potrà accadere un domani, se il potere rimarrà concentrato in poche mani, per riferirsi al governo Renzi. Di politica non se ne fa e procedono gli uffici secondo i programmi preesistenti ma non più discussi. Il sindaco di Soncino Gabriele Gallina, a propria volta, sostiene di non essere stato contattato, e stavolta nel mirino delle critiche non c’è nemmeno Gianni Rossoni. La lista ambientalista di Piergiuseppe Bettenzoli non si è potuta presentare, fermata da Rifondazione comunista, tuttavia Maria Grazia Bonfante ha chiesto a Davide Viola di tener conto di tre opportunità: innanzitutto il bilancio partecipato con i Comuni, da costruire con un percorso condiviso sul territorio, non nelle chiuse stanze di palazzo. Altra richiesta quella di una Provincia che dia servizi ai Comuni riconoscendo alcune competenze sul territorio, dislocando fuori da Cremona ad esempio la vigilanza. Terza possibilità la riqualificazione della via Mantova, d’intesa con i Comuni mantovani, in modo da rendere più veloce e sicura l’ex statale. Metà degli investimenti infatti riguarda Crema, con il nuovo liceo Classico Racchetti, e il raddoppio della Paullese e altre opere. L’area cremonese e casalasca, invece, appare in ombra, se non fosse per la ristrutturazione del ponte di San Daniele Po. Ma i problemi sono tanti, per il territorio, ad esempio la discarica industriale di Grumello. Se ne potrà parlare solo da domani, dopo mezzogiorno, quando la validità delle elezioni e dello scrutinio sarà definitiva e l’amministrazione ripartirà, in attesa del voto del 4 dicembre: se vincerà il Sì, la Provincia sparirà per cedere il posto all’area vasta.

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